Come sarà l’ospedale Civile del futuro: 500 milioni per i cantieri
Di ufficiale non emerge ancora nulla e la promessa è che entro qualche settimana sarà organizzato un incontro pubblico per fare il punto della situazione.
Intanto, però, dopo l’audizione del direttore generale, Luigi Cajazzo, tenutasi a settembre nelle commissioni Urbanistica e Servizi alla Persona di Palazzo Loggia, dal Civile assicurano che l’operazione da 500 milioni di euro che rivoluzionerà il nosocomio cittadino procede senza intoppi.
In quell’occasione, in Loggia Cajazzo aveva presentato lo studio di fattibilità per la costruzione del nuovo ospedale che prevede l’abbattimento del satellite e del padiglione degli Infettivi, per costruire nuovi spazi (nella zona Nord) e riorganizzare la struttura per gradi. Partendo cioè dalle linee di sviluppo dei moderni ospedali, senza dimenticare la lezione del Covid, il Civile verrà ripensato per intensità di cura, che sarà gradualmente discendente, alta a Nord e progressivamente più bassa verso Sud, senza aumentare il numero di posti letto.
Esigenze e futuro
Stando alle proiezioni, in futuro ci saranno più malati cronici e una popolazione sempre più anziana che deve scontare anche la scarsa natalità: la sanità, dunque, si sta organizzando per dare risposte sul territorio seguendo i principi base, che in occasione dell’audizione in Comune, Cajazzo ha così elencato: flessibilità organizzativa e impiantistica, revisione dei percorsi interni, integrazione ospedale-territorio, rapporto stretto con l’Università, sostenibilità energetica e ulteriore innovazione tecnologica.
Dall’incontro di settembre, il passo successivo doveva essere l’invio dello studio di fattibilità al Ministero della Salute che dovrebbe visionarlo e, laddove lo ritenesse idoneo in tutte le sue parti, validarlo.
I costi
Lo studio doveva essere inviato da lì a breve (cosa che non sarebbe avvenuta) anche perché, solo dopo l’approvazione dello studio da parte del Ministero potrà essere stipulato l’accordo Stato-Regione per la conferma definitiva del finanziamento, la consegna da parte del Pirellone al Civile della prima tranche dei fondi, 247 milioni di euro, e l’avvio della procedura di gara. In gioco c’è una ristrutturazione da 497 milioni di euro per la realizzazione de «L’ospedale del futuro», come lo aveva ribattezzato l’allora assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti, presentando l’idea in Loggia.
Quei fondi annunciati da Moratti nel 2021 erano poi spariti dai programmi regionali un anno dopo, per ricomparire in parte (solo la prima tranche) nel piano di riparto delle risorse statali (previste dall’articolo 20 della legge nazionale 67 del 1988) approvato dalla Giunta Fontana a giugno. Affinché l’operazione decolli (con l’ok di Roma) si attende un progetto che entri nel merito e consenta di affidare i lavori.
Il protocollo d’intesa
Meglio dello studio di fattibilità procede, invece, il protocollo d’intesa annunciato sempre in Loggia da Asst con Ats, UniBs, Provincia e Comune. Scopo del gruppo di lavoro, che dovrebbe riunirsi ogni tre mesi, è ridurre i disagi e gestire in maniera sinergica un’operazione che, una volta avviata, avrà un impatto importante sulla città. Entro i primi di dicembre gli attori della partita dovrebbero firmare.
In attesa di avere novità sulle procedure per la realizzazione del nuovo ospedale Civile, dovrebbe essere tutto pronto per il nuovo polo di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza del Civile che nascerà in via Nikolajewka. Un’operazione da 13 milioni di euro i cui lavori dovrebbero iniziare entro dicembre.
Voci su cambi di poltrone
Le voci corrono, ma senza conferme. Nei corridoi dell’Ospedale Civile, ma a questo punto anche fuori, si chiacchiera di possibili cambi di poltrone nella sanità bresciana e lombarda, a meno di un anno dalle nomine dei nuovi direttori generale delle Aziende socio-sanitarie. Voci che sono arrivate all’orecchio anche dei sindacati che, non senza un pizzico di preoccupazione, hanno chiesto conferme.
«Conferme che non sono arrivate – assicura Nadia Lazzaroni, segretaria per la Sanità della Funzione pubblica della Cgil di Brescia – nonostante una richiesta formale di sapere quanta verità c’è dietro queste voci. Lunedì ho un incontro con la direzione per chiedere che venga smentita questa voce o confermata, se così fosse».
Le voci, insomma ci sono, e non si sa chi le abbia messe in giro e con quali intenzioni. Al momento, però, non hanno alcuna attendibilità né fondamento. «È chiaro che i vertici della sanità non possono cambiare ogni anno – aggiunge Lazzaroni – ma dai dirigenti le voci sono tutte smentite».
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