Clinica pediatrica, 40 anni di attività a Brescia per anticipare insieme il futuro

Da quarant’anni cammina con la città. E da quarant’anni ha un piede nel domani. La Clinica pediatrica dell’Asst Spedali Civili questo mese festeggia un compleanno importante guardando a un futuro fatto di medicina di precisione, terapie molecolari avanzate, intelligenza artificiale, dati condivisi a livello internazionale. E a un passato in cui si è sempre dimostrata un passo avanti.
Perché, come osserva l’attuale direttore Raffaele Badolato, «è stato nutrendoci delle intuizioni del fondatore Alberto Ugazio relative alla medicina basata sull’evidenza e al collegamento tra l’ambito clinico e quello sperimentale che siamo arrivati alla medicina di precisione, i cui esempi, nella nostra Clinica, risalgono a molti anni fa». Due i risultati storici che, a tal proposito, vale la pena ricordare: il fatto di essere stati i secondi al mondo a eseguire una terapia genica in presenza di deficit di adenosina deaminasi. E, nel ’96, il primo trapianto al mondo in utero, a un feto malato, di cellule staminali prelevate dal midollo osseo del padre.
Le origini

Come ricorda lo stesso prof. Ugazio, tutto ha avuto origine al Ronchettino, «un edificio con una splendida vista sul Castello, ma datato e isolato rispetto ai Civili. Alcune stanze avevano sei letti e inizialmente le mamme non erano ammesse. Lì siamo rimasti pochi anni». Il trasferimento nella sede centrale è stato possibile «grazie al coinvolgimento della città, una città che è sempre stata vicina alla nostra Clinica».
In quel periodo hanno mosso i primi passi le sottospecialità pediatriche e ha preso il via, con slancio, la ricerca grazie a un gruppo di figure arrivate come il prof. Ugazio da Pavia. Importante è stato il contributo, per esempio, di Cristina Alberini, docente di Neurobiologia della New York University, Luigi Notarangelo, successore del prof. Ugazio alla guida della Clinica dal 2000 al 2005, Marzia Duse, poi diventata prof. ordinario di Pediatria a La Sapienza di Roma, Alessandro Plebani, direttore della Clinica dal 2005 al 2021, Fabio Candotti, oggi al Lausanne University Hospital, e Badolato, arrivato a Brescia dopo un’esperienza da ricercatore a Frederick (Maryland, Usa), ai National Institutes of Health.
«Negli anni - sottolinea l’attuale direttore - il gruppo di ricerca pediatrica ha fatto luce sulle basi genetiche di molte malattie. Di rilievo sono, ad esempio, le scoperte inerenti la sindrome Whim». Qui, inoltre, è stata fondata la rete IPINet alla base del registro italiano delle immunodeficienze. Le ricerche, si sa, sono costose: «Fondamentale, in tal senso - evidenzia Ugazio -, è stato il contributo generoso della città. Penso a quanto fatto dalla Fondazione Golgi e dalle famiglie Nocivelli e Folonari, finanziatrice, quest’ultima, del centro per il trapianto del midollo osseo pediatrico dedicato, appunto, a Monica e Luca Folonari».
Le sfide
Al timone della Clinica pediatrica si sono succeduti Ugazio, Notarangelo, Plebani e, nel 2021, è stato nominato il prof. Badolato. Che sottolinea la «crescita clinica della struttura, che nel tempo si è arricchita di competenze: sono nati il centro di diabetologia pediatrica che segue 400 bambini con diabete di tipo 1 e il centro per la fibrosi cistica, che ha in cura 200 pazienti, e, tra le altre cose, si è sviluppata l’attività ambulatoriale della reumatologia pediatrica».
Le nuove sfide concernono «la medicina di precisione, l’editing genomico che funziona come un “correttore di bozze” del Dna, la tecnologia, l’integrazione con gli ospedali più piccoli, il ricorso alla terapia domiciliare e la risposta in termini di rete socio-sanitaria alle esigenze delle famiglie con bambini malati». Come dimenticare, in tal senso, quanto fatto, da «associazioni di volontariato come Essere Bambino e Bambino Emopatico che - ricorda il prof. Ugazio - per prime hanno messo a disposizione le case alle famiglie».
Due progetti stanno a cuore del prof. Badolato. Sono quello del centro per le malattie metaboliche finanziato da RaricomeFranci e quello del centro per le malattie rare non diagnosticate sostenuto dalla Fondazione Golgi e portato avanti in collaborazione con altre realtà. Quanto, poi, agli spazi, la maxi riorganizzazione dell’Asst prevede la creazione di un ospedale pediatrico nella zona Nord, dove ora ha sede la Ssd Malattie Infettive. Le sfide, insomma, sono tante e importanti. Da qui l’appello di Badolato e Ugazio ai bresciani affinché continuino a sostenere la crescita della Clinica: «L’interesse della città deve guidare i processi».
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