Pane, parole e sorrisi: chiude la bottega di Claudio Poli a Marcheno

Alessia Tagliabue
Dopo 42 anni di attività l’alimentari di via Zanardelli, ultimo esercizio storico del paese, abbasserà la serranda
Claudio Poli fuori dalla sua storica bottega
Claudio Poli fuori dalla sua storica bottega
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Quarantadue anni trascorsi dietro il bancone di un’attività che con il tempo è diventata vita e vocazione: come tutte le avventure anche quella del negozio di alimentari di Claudio Poli a dicembre arriverà ai titoli di coda. L’attività storica di via Zanardelli – ultima bottega rimasta in paese a Marcheno – chiuderà i battenti a fine anno.

La storia

L’avventura ha preso il via nel 1983 a Marcheno di Sopra, in un periodo nel quale «solo nel nostro Comune di botteghe ce n’erano addirittura nove». Nel 1987 Claudio ha poi aperto anche lo spaccio di via Zanardelli, nel quale si è definitivamente trasferito, chiudendo l’altro punto vendita, un paio d’anni più tardi: uno spazio familiare, dove per undici anni ha lavorato anche la sorella Ornella, e nel quale negli anni la storia del paese è trascorsa tra gli scaffali di conserve, i prodotti per la casa, l’angolo dedicato alle signore con trucchi e portafogli, e il bancone con i prodotti freschi.

«A poco a poco le altre botteghe hanno chiuso, ha aperto il supermercato, il mondo è cambiato». È così che il suo alimentari è rimasto l’unica attività di questo tipo in paese. «Tra i punti fermi degli ultimi anni ci sono state le consegne a domicilio, per esempio a persone anziane che oggi faticano a fare la spesa da sole, oppure i panini imbottiti per gli operai in pausa pranzo in zona industriale, o per i camionisti, che mi hanno confessato spesso che dall’uscita dell’autostrada a me non ci sono posti sulla strada principale che offrano questo servizio».

Un servizio allegro – «papà canta sempre» hanno raccontato i figli Valentina e Davide – e sempre attento alle persone che ha di fronte, in un lavoro «nel quale c’è sempre più impersonalità: io i miei clienti li conosco per nome, chiacchieriamo, spesso mi fanno delle confidenze che da qua poi non escono più. Il rapporto con loro è fondamentale».

Dedizione

Gli ultimi quarantadue anni, come raccontano anche i figli e la moglie Cinzia, sono stati totalizzanti. «Il mio ultimo viaggio è stato quello di nozze – ha ammesso Claudio –. Chiudere il negozio non era sostenibile: tra le date di scadenza dei prodotti e la necessità di offrire cose fresche, essendoci solo io a mandare avanti quest’attività non potevamo permettercelo. Al mare ci andavano Cinzia (che per anni ha avuto un salone da parrucchiera in paese, ndr) e i ragazzi. Ho sempre tenuto aperto anche la mattina dei giorni di festa, come Pasqua e Natale».

Gli unici giorni di chiusura, quindi, sono sempre stati solo le domeniche e i lunedì pomeriggio: una routine serrata, che si concluderà con l’anno solare. «Un po’ mi dispiace: mi rincresce per i miei clienti storici, per i quali questo posto era un’abitudine e una comodità. E poi non sono abituato a stare con le mani in mano, dovrò inventarmi qualcosa: iniziamo facendo il nonno, poi si vedrà».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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