La chiesa di San Faustino «adesso diventi una vera basilica»

È la sede della devozione per i patroni (dei quali conserva anche i resti), ma nonostante tutti da sempre la chiamino basilica è in realtà semplicemente la chiesa parrocchiale dedicata ai santi Faustino e Giovita. Intendiamoci: sul fronte del culto popolare non cambia nulla, su quello invece formale del prestigio cambia eccome.
Ecco allora che il parroco mons. Giambattista Francesconi ha deciso di chiedere al Vaticano che alla chiesa di san Faustino venga ufficialmente assegnato il titolo di basilica minore. Minore perché le maggiori sono tutte a Roma: san Pietro, san Giovanni in Laterano, san Paolo fuori le mura e santa Maria Maggiore. Ultima precisazione: nelle Diocesi la chiesa principale è la cattedrale (che ospita la cattedra del vescovo).
L’iter
Tornando a san Faustino, l’annuncio è stato fatto (a sorpresa) proprio dal parroco durante la presentazione degli appuntamenti legati alle feste patronali. Monsignor Francesconi è il referente di una grossa fetta del centro storico, che va dalla parrocchia dei santi Nazaro e Celso fino, appunto, a quella dei patroni, passando per sant’Agata e altre ancora; il sacerdote si occupa della cura delle anime ma anche (con significativa passione e competenza) della valorizzazione delle strutture, tema oggi più che mai fondamentale.
«Dopo la scoperta che non si trattava di una basilica - ha spiegato - ci siamo ovviamente subito attivati per capire quale fosse l’iter per ottenere quel titolo». Un iter che parte dalla Diocesi, per passare dalla Cei e arrivare quindi in Vaticano. Quindi ecco il primo ostacolo: per poter confidare in un esito positivo vengono richieste alcune modifiche strutturali all’interno della chiesa, «con una spesa preventivata - ha raccontato mons. Francesconi - di circa 100mila euro, una cifra non sostenibile».
Il sacerdote non si è certo fatto scoraggiare, ha consultato il professor Angelo Baronio (già docente universitario, storico e referente culturale della Confraternita dei santi Faustino e Giovita) ed ecco trovata una strada percorribile: quel luogo è talmente carico di storia che potrebbe non servire altro, Baronio è già al lavoro per preparare una dettagliata relazione.
«Insieme: meraviglie!»
Vedremo gli sviluppi, intanto è tempo di guardare alle feste patronali. Partendo dal tema: «Insieme: meraviglie!». Non si poteva trovare filo conduttore migliore per le feste patronali: san Faustino e Giovita da secoli uniti, appunto, sono i protettori della città e della nostra Diocesi. Un tema che diventa occasione di riflessione, da ben 20 anni questo è possibile grazie all’impegno, come detto, di Baronio.
Il testo che ha preparato quest’anno è particolarmente sfidante, soprattutto quando parla della solitudine dei giovani: «Sono diventati cittadini del mondo, ma al tempo stesso sono diventati stranieri in sé stessi e nel loro cotesto di vita», ha detto Baronio durante la presentazione degli appuntamenti per le feste patronali. Solo uno spunto su questo nostro Occidente «travolto da un cambiamento convulso senza regole dove sembra prevalere nelle contesa il più abile nell’approfittare delle circostanze dettate dall’innovazione e nel cogliere le opportunità dell’economia e del turbocapitalismo».
Quindi la speranza per le nuove generazioni (un sogno difficilmente realizzabile): «L’auspicio che si può formulare scaturisce dall’esortazione che invita a disconnettersi e a sottrarsi alla sottile tirannia dello smarphone».
Il calendario
Il calendario degli appuntamenti verso il 15 febbraio è ricchissimo. Oltre agli appuntamenti tradizionali, il programma realizzato sotto la supervisione del parroco mons. Giambattista Francesconi spazi in tutti gli ambiti coniugando cultura e divulgazione. Un calendario che dalla città si allarga anche a Chiari e Sarezzo, due paesi che hanno appunto come patroni san Faustino e Giovita.

Infine, un’ultima segnalazione storica, l’ultima «ricognizione» sulle reliquie dei santi patroni risale esattamente a cento anni fa; è la procedura per verificare lo stato di conservazione dei loro resti. «È tempo di mettere in campo una nuova ricognizione» ha annunciato Baronio, che tradizionalmente viene fatta ogni cento anni. Il parroco Francesconi ha confermato che avverrà quest’anno.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
