A Chiari telecamere private in rete: il piano per la sicurezza

Telecamere – pubbliche e private – in rete per migliorare la sicurezza. È il progetto allo studio dell’Amministrazione comunale di Chiari: «Un protocollo – spiega il sindaco Gabriele Zotti – per mappare le telecamere private, su base volontaria e nel rispetto delle normative, per capire quali punti della città è possibile coprire con l’aiuto dei cittadini».
Come si fa
L’obiettivo è creare un sistema utilizzabile dalle Forze dell’ordine a supporto della novantina di «occhi pubblici» oggi presenti. Su questo fronte, Zotti aggiunge: «Molte di queste telecamere sono obsolete rendendo, quindi, non facile l’identificazione immediata e precisa di chi si ritiene abbia commesso un illecito. In questo anno e mezzo abbiamo già messo mano all’infrastruttura che archivia e trasmette le immagini, un passaggio fondamentale.
Ora siamo pronti a investire, a partire dalle telecamere per la lettura delle targhe; l’obiettivo è coprire tutti i varchi d’ingresso e uscita da Chiari, per avere contezza di chi si muove per la città».
In aula
Il tema sicurezza è al vaglio anche delle opposizioni che vogliono portare in Consiglio la destinazione dall’aumento dell’Irpef comunale per il potenziamento della Polizia Locale. A fine 2024, la maggioranza aveva spiegato che poco meno di 200mila euro dell’aumento sarebbe andato in questa direzione, aggiungendo che nel 2025 l’obiettivo era andare a rafforzare l’organico, rispetto alle dieci unità precedenti, a disposizione del comandante Aniello Amatruda.
«Quello che vogliamo sapere – spiega Marco Salogni, capogruppo del Comitato civico – è quante e quali risorse siano state effettivamente spese in tal senso, se ci siano state assunzioni o investimenti. L’obiettivo è capire se vi siano scostamenti rispetto a quanto annunciato in Consiglio e, in caso affermativo, le motivazioni».
Sul fronte potenziamento dell’organico, Zotti spiega che «È già avvenuta l’assunzione di tre unità di Polizia locale, oltre a essere intervenuti sul parco mezzi e portato da una a due le unità di ausiliari del traffico». L’ultima parola, comunque, sarà quella del Consiglio comunale.
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