È stata una seduta di peso quella di lunedì sera per il Consiglio comunale di Chiari. Al centro il rendiconto finanziario 2025, ossia lo stato di salute delle casse comunali. Un bilancio che rispetta le indicazioni di legge, ma piuttosto «ingessato», soprattutto sulla parte corrente, tanto che l’organo di revisione indica «una situazione di sofferenza di parte corrente per effetto della quale si invita l’Amministrazione a intervenire senza indugio nel corso del 2026».
In aula
Commentando la situazione il sindaco Gabriele Zotti ha parlato esplicitamente di «fase molto delicata, ma al contempo importante. Stiamo onorando impegni non avviati dalla nostra Amministrazione – ha detto –, con passi, a nostro giudizio, più lunghi della gamba, come nel caso del teatro Sant’Orsola», la cui apertura è prevista, dopo un articolato iter partito tre anni fa, entro fine anno.
«Attendiamo per l’estate la piena dei rischi assunti in passato e su cui siamo intervenuti in maniera certosina - ha detto Zotti -. Nella seconda parte del 2026 si potrà guardare ai conti con più ottimismo, anche se ancora con la dovuta prudenza». Numeri alla mano, il bilancio ha chiuso con poco meno di 7 milioni e mezzo di euro di avanzo complessivo, di cui 3 milioni accantonati per varie spese, 2,7 milioni di fondi vincolati in conto capitale e poco più di 1,7 milioni di euro di avanzo libero.
Divisi
Da qui è partito l’ex sindaco, ora capogruppo dell’opposizione di «Chiari capitale», Massimo Vizzardi: «Un così alto avanzo libero può essere rappresentativo di un’Amministrazione che non è in grado di spendere? Continuo a pensare che un amministratore deve essere come un buon padre di famiglia, contrario a un aumento vertiginoso della spesa pubblica pesando sulle tasche dei cittadini e delle aziende. Nel merito delle spese, ci sono poca attenzione su sociale, famiglie, giovani e sicurezza. Qui doveva essere investito l’intero aumento dell’addizionale Irpef – circa 300mila euro – e invece gli investimenti sono meno del passato».
Contrarietà anche da Pd e «Comitato civico» che con il capogruppo Salogni legge i «maggiori incassi 2025 come dovuti all’aumento della pressione fiscale, a partire dall’Irpef. Si tassano quindi i redditi anziché le rendite. Ci sono però altre leve su cui agire a partire da una percentuale di riscossione delle sanzioni stradali solo al 46%. Un livello di riscossione più elevato contribuirebbe a rafforzare la parte corrente».



