Cellino: «Stadio, occasione per la città. La vicenda ora è da spersonalizzare»

Erica Bariselli
Stasera a «Messi a fuoco» su Teletutto il dibattito tra il vice sindaco Federico Manzoni e il capo dell’opposizione Fabio Rolfi
Una veduta dello stadio Rigamonti © www.giornaledibrescia.it
Una veduta dello stadio Rigamonti © www.giornaledibrescia.it
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Quale futuro? Che fare? Come fare? Con chi fare? La questione dello stadio di Brescia, non da oggi, è disturbante. Lo è per la politica, per chi lo stadio lo gestisce, per chi dello stadio usufruisce. L’interrogativo sul destino del Rigamonti è tornato alla ribalta e sarà al centro della puntata di «Messi a fuoco», la trasmissione di Andrea Cittadini in onda questa sera alle 20.30 su Teletutto. Ospiti, per il primo confronto mediatico sul tema, il vice sindaco Federico Manzoni e il capo dell’opposizione Fabio Rolfi.

Sullo sfondo - dove ora lui stesso si colloca - nei panni di spettatore pagante (del canone di concessione e delle spese di manutenzione ordinaria oltre che dei lavori di abbellimento effettuati negli anni) c’è il presidente del Brescia Massimo Cellino: «E deve essere chiaro che il punto di partenza in tutta questa vicenda non è il sottoscritto che oggi c’è e tra un anno no: la questione stadio va spersonalizzata e occorre soltanto chiedersi se viene considerata o meno un’occasione, un’opportunità, per questa città così bella. Se c’è l’interesse del Comune, va intrapreso un percorso armonico che esula dalla figura del sottoscritto che tra l’altro comunque fino a qui è stato l’unico a mettere soldi nell’impianto».

Concordia

È un messaggio improntato alla concordia quello che il numero uno del club di via Solferino fa passare nell’intervista che verrà trasmessa questa sera. Un’intervista all’insegna dell’«attendismo»: Cellino non vuole, né può esporsi. Il momento, anche se l’imprenditore appunto gira molto al largo, è delicato e - confermiamo - in atto ci sono alcune interlocuzioni relative alla società, che ruotano anche attorno allo stadio, e che presto potrebbero richiedere decisioni. Sul tema impianto la perizia di valutazione (oltre 16 milioni di euro) rappresenterebbe tuttavia un freno.

Il presidente del Brescia resta sul vago: «Il mio sogno, questo sì posso dirlo, è di trovare un socio... Se la perizia "monstre" spaventa? Diciamo che prima di tutto dovrebbe spaventare l’amministrazione. Basta andare a vedere cosa successe a Cagliari quando per entrare nei parametri del patto di stabilità per effettuare alcuni lavori, il Comune super valutò a 18-20 milioni lo stadio Sant’Elia che pertanto quando venne dismesso provocò una perdita di bilancio, non reale, di quella entità... Quella perizia, che peraltro ho letto solo dai giornali, è impropria e sbagliata nei presupposti. Non so perché sia stata fatta così, ma spero venga posto rimedio. Tra l’altro - rivela - è stata l’amministrazione, in quello che io ho letto come atto di responsabilità, a indurmi a una manifestazione d’interesse. E io per altrettanto senso di responsabilità ho risposto all’invito».

Ragionamenti

Prosegue Cellino: «Ragionando su valutazioni, occorre anche tenere conto al di là dei costi d’acquisto, di quelli per lo smaltimento delle macerie. Abbiamo delle stime: per una struttura come il Rigamonti si può anche arrivare a 6 milioni di euro e so quel che dico perché so che per rimuovere quel che era rimasto dopo il parziale rifacimento degli spalti, solo per quello, pagai 900.000 euro. Quindi per me la valutazione del Rigamonti sarebbe zero meno i costi smaltimento. Se il Rigamonti vale quanto dice quella perizia, allora Firenze e Bologna valgono 600 miliardi? Io dopo quello che mi è successo ho più paura di tutto, se poi ogni volta che ricomincio a guardare più in là del mio naso prendo pure cazzotti...».

E ancora: «Quanto al dibattito politico, io non ci voglio entrare perché non ho colore e nella vita mi è capitato di votare a destra come a sinistra perché ho sempre scelto le persone. Intanto posso dire che qui c’è un’eccellente amministrazione, con tanta preparazione. Ipotizziamo che domani questo stadio finisca nelle mani di Cellino... «È ovvio che avrei bisogno di un partner o aspetterei qualcuno di serio che volesse farsi avanti per rilevare tutto... Idee precise non ne ho: so solo che i modelli di stadio con supermercati e cose simili sono superati... Io spero che il Comune abbia più desiderio di me di avere uno stadio e una squadra adeguate. Già: anche tornare in serie A e restarci è fondamentale e sono il primo a dirlo».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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