Cellatica, la Stella verso i 500 anni dall’apparizione mariana

Federico Bernardelli Curuz
L’8 febbraio, alle 17.30, il cardinal Re presiederà la messa che aprirà il decennio di preparazione
Il Santuario della Madonna della Stella a Cellatica - © www.giornaledibrescia.it
Il Santuario della Madonna della Stella a Cellatica - © www.giornaledibrescia.it
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La storia, a volte, chiede di rallentare. Di fermarsi e guardare avanti con rispetto. Accadrà domenica 8 febbraio, alle 17.30, al Santuario della Madonna della Stella, quando il cardinale Giovanni Battista Re, bresciano e decano del Collegio cardinalizio, presiederà la messa che darà ufficialmente avvio al cammino di dieci anni verso i festeggiamenti per i 500 anni dell’apparizione mariana del 1536.

Un gesto semplice e solenne che apre un tempo nuovo di preparazione, consapevolezza e responsabilità condivisa. Non è un anniversario da anticipare frettolosamente, né una ricorrenza da consumare in una sola celebrazione.

È un percorso lungo, che nasce dal desiderio di vivere fino in fondo una memoria che appartiene non solo alla fede, ma alla storia profonda di questo territorio. Un cammino promosso dal Santuario insieme all’associazione culturale Sua, pensato per accompagnare passo dopo passo la comunità verso una scadenza che segna mezzo millennio.

L’apparizione

Tutto ebbe origine il 31 maggio 1536, quando sul colle della Selva, Antonio, un pastore non udente e muto, visse un incontro destinato a cambiare la sua vita e quella di migliaia di persone nei secoli. Avvolto da un bagliore intensissimo, che lui stesso descrisse come una luce pulsante simile a una stella, vide apparire la Vergine Maria con il bambino Gesù.

In quell’istante ricevette il dono dell’udito e della parola, segno concreto della Grazia. Maria affidò ad Antonio tre messaggi chiari: costruire su quel colle una chiesa a Lei dedicata, invitare la popolazione a fare pace, tornare in quel luogo per pregare e chiedere grazie grandi. Il pastore non esitò e iniziò subito a raccontare quanto accaduto, partendo dal Comune di San Vigilio.

In poco tempo l’evento fu riconosciuto: nel giro di un mese il vicario del vescovo di Brescia approvò il miracolo e l’apparizione. La risposta della gente fu di grande fede e determinazione. Il colle, di proprietà di Cellatica, Gussago e San Vigilio, vide autorità civili e cittadini farsi carico della costruzione e del sostegno del santuario, custodendolo nei secoli come un bene comune, spirituale e civile insieme.

Le celebrazioni

«I nostri avi ci hanno trasmesso questo immenso patrimonio – ricorda il rettore del santuario, don Giorgio Comini – e ora spetta a noi viverlo, custodirlo, alimentarlo». Da qui nasce il senso del decennio che si apre: non subire il tempo, ma abitarlo. «Quando un evento ci sta davanti – sottolinea – diventa strategico prepararsi, per non sciupare il momento».

La presenza del cardinale Re dà a questo avvio un valore particolare, richiamando anche l’amore che san Paolo VI ebbe per la Madonna della Stella. Un segno forte che invita a mettersi in cammino fin d’ora. Perché, come conclude don Comini, «gli incontri speciali nella vita non arrivano all’improvviso: vanno preparati». E il conto alla rovescia verso il 2036 è cominciato.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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