Con la maxi multa al cavatore, Montirone rifà il Centro sportivo

Ha cavato più ghiaia del consentito: per questo si è visto comminare una maxi multa da 1,2 milioni di euro. Ma la sanzione si trasformerà in qualcosa di utile per il paese visto che i soldi verranno utilizzati per riqualificare il Centro sportivo comunale.
Inertis, la srl che gestisce la cava di Cascina Betulla, si è vista recapitare dal Comune un verbale piuttosto salato, frutto dell’applicazione della massima sanzione consentita: 16 euro al metro cubo. Regione Lombardia, Nucleo carabinieri forestali e Arpa hanno accertato che sono stati estratti 75.693 metri cubi di ghiaia in eccesso: calcolatrice alla mano, il Comune di Montirone incasserà 1.210.229 euro, che verranno utilizzati – come detto – per la riqualificazione del Centro sportivo.
«Almeno – commenta il sindaco Filippo Spagnoli attingendo al realismo della realpolitik – siamo riusciti a trasformare un abuso in un investimento concreto, utile per tutti i cittadini di Montirone».
La sanzione
Tutto è partito da verifiche fatte all’interno della cava: nella parte sud, sulle aree di lavorazione, ma anche a nord, nel cosiddetto «lago di cava». Il contraddittorio con la società, avviato con la nota comunale del 16 settembre 2025, e proseguito con l’incontro tecnico del 15 ottobre 2025, ha consentito una valutazione condivisa delle risultanze: un’eccedenza estrattiva di oltre 75.639 metri cubi, «in difformità dai volumi autorizzati e superiore alle tolleranze per cave di pianura in acqua».

Al che, in applicazione della normativa vigente, il Comune ha comminato la sanzione massima: 16 euro per ogni metro cubo di materiale escavato in più (ricordiamo che il valore medio della ghiaia è 11 euro al metro cubo. Dunque, una sanzione molto salata).
Il sindaco
«La chiusura di questo procedimento – commenta il sindaco – rappresenta un esempio di controllo efficace e capacità amministrativa. Ringrazio il Nucleo dei Carabinieri Forestali e Arpa per il supporto tecnico e operativo fornito al nostro ufficio, che ha lavorato con grande competenza. L’accertamento di oltre 75.600 metri cubi estratti in difformità è un dato rilevante: per questo, senza alcuna esitazione abbiamo applicato la sanzione massima prevista dalla legge».
Spagnoli sottolinea «la scelta della ditta di collaborare e accettare rapidamente le risultanze tecniche e la sanzione, evitando così anni di contenziosi. Questo atteggiamento ha permesso di tutelare l’interesse pubblico nel modo più efficace: tempi rapidi, risorse certe, nessun costo legale per la comunità».
E ha aggiunto sottolineando l’attenzione al territorio: «Quella che abbiamo applicato è la seconda sanzione in pochi mesi. Segno che l’amministrazione è attenta, presente e determinata nel vigilare».
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