Ambiente

Cava Inertis, monta la polemica sui controlli fatti dal Comune

L’opposizione: «I soldi non valgono il danno ambientale». Il sindaco di Montirone: «Leggete meglio le carte»
Gianantonio Frosio
La cava della Inertis - © www.giornaledibrescia.it
La cava della Inertis - © www.giornaledibrescia.it

Anno nuovo, polemica vecchia, sempre più dura. Alle opposizioni che insistono sulle violazioni rilevate alla cava Inertis («I soldi delle sanzioni non ripagano il danno ambientale»), l’amministrazione risponde per le rime: «Non sapete leggere le carte».

«Il sindaco rassicura - dice Marco Maffolini della Civica Viviamo Montirone -, ma la situazione non è sotto controllo. Le difformità evidenziate al bacino di estrazione sono le stesse indicate a fine 2023. All’epoca si ritennero esaustivi i chiarimenti forniti da Inertis: chiarimenti non ritenuti sufficienti dai carabinieri, che dopo altri controlli hanno segnalato difformità, chiedendo ulteriori verifiche».

I controlli dell’amministrazione, continua Maffolini, «non hanno evidenziato ciò che hanno constatato i carabinieri: che dal 2021 si sta scavando in una zona non inclusa nel progetto di coltivazione. Una superficie di 28.000 metri quadrati, utilizzata come deposito di inerti, pare senza titolo abilitativo edilizio».

I carabinieri «hanno evidenziato altre gravi violazioni: nastri trasportatori senza sponde antivento, additivi stoccati in cisterne non idonee, fanghi estratti dal lavaggio delle ruote reimmessi nel ciclo produttivo... È evidente che i controlli effettuati dal Comune siano stati carenti. Certo, nelle casse comunali arriveranno i proventi delle sanzioni, ma questi soldi non ripagheranno il danno ambientale».

La replica del sindaco

Dura la risposta del sindaco Filippo Spagnoli: «Maffolini fatica a leggere le carte: non ha capito la risposta che ho dato in consiglio comunale, forse troppo dettagliata e puntuale. Le difformità rilevate non sono quelle ritenute esaustive a seguito di chiarimenti dello scorso anno (parte a nord), ma fanno riferimento alla parte a sud. Le altre violazioni sono oggetto di una sanzione amministrativa irrisoria, quindi tanto gravi non erano». Ancora: «I controlli sui nastri non sono di nostra competenza e questa amministrazione è l’unica a effettuare controlli su tutte le cave. Avendo rilevato un’escavazione fuori dalla linea rossa, applicheremo il massimo della sanzione possibile: nelle casse del Comune entreranno circa 600.000 euro, che saranno investiti in opere pubbliche. Inadeguato è l’atteggiamento di Maffolini, che non riesce a mettere in difficoltà questa amministrazione, la prima a sanzionare una cava di Montirone».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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