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Causò il maxi incidente in cui morì la maestra Pluda: condannato

Dovrà scontare 5 anni e 4 mesi per omicidio stradale e risarcire l’associazione Familiari e vittime della strada. Ma la famiglia si defila dall’azione del sodalizio: «Non hanno rispettato il nostro dolore»
La macchina sulla quale viaggiava Tecla Pluda - © www.giornaledibrescia.it
La macchina sulla quale viaggiava Tecla Pluda - © www.giornaledibrescia.it
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La sua morte ha lasciato nel dolore un’intera comunità. Non solo perché a Calcinato la storica maestra, nonché madrina degli Alpini, Tecla Pluda, era molto conosciuta. Ma soprattutto per le circostanze che portarono al suo decesso: la donna, 68 anni, moglie del consigliere Ana Luigi Lecchi, esalò l’ultimo respiro in un letto dell’ospedale Civile a poche ore dal terribile incidente stradale in cui rimase coinvolta.

Era la notte tra il 19 e il 20 ottobre del 2024. E mercoledì, a quasi un anno e mezzo di distanza dal quel drammatico episodio, il giudice del Tribunale di Brescia, Alessandro D’Altilia, ha condannato a 5 anni e 4 mesi per omicidio stradale, oltre alla sospensione della patente di guida per 4 anni, l’uomo che quella sera, alla guida della sua auto in stato di ebbrezza e a velocità sostenuta, causò l’incidente sulla Lenese, la Sp668, proprio nel territorio di Calcinato, all’altezza dello svincolo per Esenta. Una zona molto pericolosa, in cui oggi non a caso c’è una rotonda.

L’auto guidata dall’uomo - come ricostruito dalla Polizia stradale di Salò - tamponò violentemente quella sui si trovava la vittima, che finì poi nella corsia opposta. In totale quattro i veicoli coinvolti, una decina le persone ferite.

«Una pena giusta»

Una condanna molto pesante, in quanto arrivata al termine del processo di primo grado celebrato con rito abbreviato, che prevede la riduzione di un terzo della pena. Una condanna definita «esemplare» dall’Associazione familiari e vittime della strada, che si è costituita parte civile - rappresentata dall’avvocato Simona Veneri -, che è stata liquidata con una provvisionale di 10mila euro.

«In questo modo il giudice - si legge nella nota di Afvs - riconosce il ruolo dell’Associazione quale ente esponenziale degli utenti della strada su scala nazionale. La provvisionale riconosciuta assume una chiara funzione riparatoria: quando una condotta mette a rischio l’intera comunità, la risposta delle giustizia deve tradursi anche in un impegno concreto per la tutela della collettività».

Le risorse che verranno incassate a titolo di risarcimento «saranno integralmente reimpiegate nell’ambito del progetto Prevenire, educare sensibilizzare - aggiunge l’ente -. In particolare per un incontro con gli studenti alla scuola elementare Ferraboschi di Calcinato, dove Tecla ha insegnato per tanti anni».

La famiglia

Ma la scelta del sodalizio di rendere pubblica la sentenza, non è stata accolta con piacere dalla famiglia della vittima, che non si è costituita parte civile e non avrebbe voluto nemmeno che lo facesse l’associazione. «Da parte loro non c’è stato rispetto del nostro dolore». Queste le parole del marito Luigi Lecchi, che non ha voluto commentare la sentenza del Tribunale. È chiaro che i familiari della maestra Pluda avrebbero voluto vivere in una sfera privata anche la conclusione del processo per omicidio stradale nei confronti dell’uomo che causò l’incidente.

La difesa

L’avvocato Lara Brocca, difensore dell’imputato, fa sapere che prima di un eventuale ricorso in Appello contro la sentenza di primo grado, aspetta di leggere le motivazioni, che saranno depositate entro 90 giorni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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