Al Castello Oldofredi di Iseo sono ripartiti i lavori

Il Castello Oldofredi sta diventando un polo culturale di riferimento, destinato a ospitare il museo della città, con annessa sala civica e galleria espositiva, attualmente aderente al circuito Fiaf.
Nuove sale
Le strutture, attualmente in uso, saranno arricchite da altre sale dedicate ad attività artistiche e figurative. Il progetto di riqualificazione, iniziato qualche anno fa e poi sospeso, è ripartito grazie all’inserimento nell’elenco delle opere pubbliche per il triennio.
I fondi
Il finanziamento, pari a 1 milione e 250mila euro, ha come finalità quella di valorizzare la componente culturale del castello, che ospiterà il museo della città, raccogliendo le collezioni che erano precedentemente ospitate in altri spazi.
Ma non solo: l’Amministrazione comunale ha deciso che il Castello diventerà anche la sede della stagione espositiva, solitamente allestita nel Palazzo dell’Arsenale, grazie al progetto di unificazione del comparto culturale sotto la gestione della Fondazione L’Arsenale.
La biblioteca
Un altro passaggio importante riguarderà la biblioteca comunale, che attualmente occupa una parte del Castello Oldofredi, e che verrà trasferita nell’intero palazzo di via Sombrico, liberando così spazio all’Oldofredi per le attività culturali previste. «Il castello diventerà il punto di riferimento culturale per chi vorrà conoscere la memoria storica, artistica e archeologica del nostro territorio e della nostra comunità, in un processo che unirà passato e presente», conferma l’assessora alla Cultura Piera Anna Faita, che fa riferimento non solo alla struttura in sé ma anche al contenuto degli spazi e alle modalità di comunicazione.
«Un gruppo di esperti e professionisti ha predisposto un progetto che è attualmente in fase di valutazione - continua Faita - ed è previsto che si reperisca un bando dedicato alla cultura per ottenere i contributi necessari all’allestimento degli spazi».
I tempi
La conclusione dei lavori strutturali è prevista per la fine di quest’anno, mentre nei prossimi mesi gli esperti si concentreranno sulla ricerca di finanziamenti per dare vita a un progetto certamente complesso e ambizioso che risponde a un’esigenza culturale da tempo sentita dalla comunità, ma mai realizzata fino ad oggi.
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