Caso Singh: l’ex consigliere, la moglie e il figlio rinviati a giudizio

Prima udienza del processo per maltrattamenti alle figlie l’11 maggio: le due ragazze si sono costituite parte civile, la madre è ancora in carcere
Balwinder Singh - © www.giornaledibrescia.it
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Si è chiusa con il rinvio a giudizio di tutti gli imputati l’udienza preliminare a carico dell’ex consigliere comunale di Bescia Balwinder Singh, di sua moglie Baljeet Kaur e del loro figlio maschio Lovepreet Singh.

Il processo nei loro confronti, accusati a vario titolo di maltrattamenti in famiglia nei confronti delle due figlie femmine, e il ragazzo anche di violenza sessuale verso le sorelle, come stabilito dal Gup Gaia Sorrentino, si aprirà davanti alla Prima sezione penale del Tribunale di Brescia il prossimo 11 maggio.

Già nella scorsa udienza le due ragazze, assistite dagli avvocati Luigi Stelio Becheri e Germana Giacobbe, avevano chiesto e ottenuto di costituirsi parte civile contro genitori e fratello.

Custodia in carcere 

Baljeet Kaur è arrivata in aula dal carcere di Verziano da dove si trova da metà febbraio dopo che aveva violato gli obblighi che le sono stati imposti come misura cautelare. La donna, che indossa il braccialetto elettronico come il marito, non era stata trovata a casa dagli agenti della Polizia che dovevano notificarle la fissazione dell’Udienza Preliminare.

Il marito aveva spiegato che la moglie era a Como e che si sarebbe presentata in questura la sera stessa. Cosa che non era accaduta. Dal tracciamento dei movimenti del dispositivo si era scoperto che la donna era stata in Svizzera. Cosa fosse andata a fare lo devono scoprire gli investigatori della Mobile: nei giorni precedenti alla trasferta Singh aveva venduto alcuni appartamenti e non è escluso che il viaggio fosse collegato alle operazioni immobiliari.

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Marica Brucci, era partita all’indomani della giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 2024 quando una delle ragazze, dopo un incontro nella scuola che frequentava, si era confidata con un’insegnante sulla situazione di privazioni, aggressioni e violenze che lei e la sorella vivevano in casa da molti anni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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