Maltrattava le figlie, Singh dalla Loggia al processo

Indagini chiuse e processo decisamente più vicino per Balwinder Singh, sua moglie e suo figlio. Il sostituto procuratore Marica Brucci ha chiuso le indagini aperte nell’autunno dello scorso anno a carico dell’ex consigliere comunale eletto in Loggia tra le file di Brescia Civica e si appresta a chiedere il suo rinvio a giudizio e quello dei suoi famigliari. Singh e la moglie Baljeet Kaur sono accusati di maltrattamenti ai danni delle due figlie. Il loro primogenito di violenza sessuale.
Le accuse
Il quadro accusatorio è pesantissimo. La Procura contesta a Balwinder Singh e alla moglie Baljiet Kaur una lunga serie di maltrattamenti ai danni delle figlie, in un clima familiare che gli inquirenti definiscono segnato da violenze fisiche, umiliazioni e controllo totale. Secondo l’accusa, i due genitori avrebbero ostacolato in ogni modo il desiderio delle figlie di adottare uno stile di vita «occidentale», ricorrendo a percosse, insulti, limitazioni della libertà e divieti di frequentare coetanei italiani. Le pressioni sarebbero state tali da costringere la più grande a rivolgersi a un centro antiviolenza e la più giovane, all’epoca ancora minorenne, ad attendere l’intervento del Tribunale per il suo collocamento in una struttura protetta.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Singh e la moglie avevano ridotto al minimo gli abiti delle ragazze, le costringevano spesso a lavarsi con l’acqua fredda, le mandavano a scuola senza merenda, le impedivano di depilarsi ascelle e baffetti ma arrivavano anche ad infliggere loro vere e proprie punizioni fisiche e minacce, anche armate. Una delle due sorelle sarebbe stata anche picchiata perché sorpresa ad utilizzare Facebook per avere un dialogo con ragazzi italiani. Per la pm l’ex consigliere comunale e la moglie erano disinteressati all’istruzione delle figlie e piuttosto concentrati sull’idea di combinare loro matrimoni con uomini indiani. Balwinder Singh sarebbe arrivato al punto di minacciare alle ragazze la fine fatta da Saman, la ragazza di Reggio Emilia uccisa dai parenti per aver rifiutato un matrimonio combinato.
Dopo la fuga della più grande Singh, hanno ricostruito gli inquirenti, ci sarebbe andato ancora più pesante. Avrebbe cominciato a registrare audio con minacce e insulti nei suoi confronti e nei confronti del suo ragazzo. L’uomo inoltre, alla vigilia dell’udienza davanti al tribunale per i minorenni che si concluse con l’allontanamento della figlia più giovane dalla case del padre, avrebbe minacciato di morte anche la più piccola se non avesse ritrattato le accuse.
Il fratello delle due ragazze, che si sono costituite parte civile e saranno a processo con l’assistenza degli avvocati Luigistelio Becheri e Germana Giacobbe, è accusato di violenza sessuale aggravata. Di abusi che si sono protratti per anni ai danni della minore delle sorelle.
Le misure
I tre ad inizio del mese hanno chiesto la revoca delle misure cautelari. Singh e la moglie sono sottoposti al divieto di avvicinamento alle ragazze. Loro figlio, inizialmente detenuto in carcere, è agli arresti domiciliari. Il gip Andrea Guerrerio ha respinto le loro istanze ritenendo ancora sussistente il pericolo di reiterazione del reato.
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