Un edificio risalente a circa mille anni fa, frammenti di ceramica e parte di un’ascia in pietra verde del Neolitico. Sono i risultati della campagna di scavi 2026, conclusa nei giorni scorsi al Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane che continua a restituire nuove testimonianze della presenza umana in Valcamonica, aprendo interrogativi sulla frequentazione dell’area nelle diverse epoche.
Gli scavi
Le ricerche, avviate a fine agosto e condotte dagli archeologi Fausto Simonotti e Alessandra Massari sotto la direzione di Maria Giuseppina Ruggiero e in collaborazione con l’Università di Pavia, si sono concentrate in due aree del Parco.
La prima si trova a valle del Coren del Valento, dove già lo scorso anno erano emerse le tracce di un edificio quadrangolare, di circa sei metri per sei. Le indagini sono proseguite ampliando la superficie di scavo, mentre le analisi al radiocarbonio, effettuate su un campione di carbone, hanno restituito una datazione attorno all’anno Mille. Un risultato notevole perché riguarda un periodo ancora poco conosciuto della storia camuna; resta sconosciuta la funzione della struttura all’interno della quale non sono stati rinvenuti reperti.

La seconda area di indagine è a monte della Roccia 1, una delle più conosciute del sito archeologico. Qui gli scavi hanno portato alla luce frammenti ceramici e un frammento di ascia in pietra verde, attribuibili al Neolitico recente-tardo. Ritrovamenti che contribuiscono a ricostruire le attività umane svolte nei pressi delle rocce incise, oltre alla realizzazione delle celebri raffigurazioni preistoriche.

Gli studi
Terminati gli scavi, comincia ora il lavoro di laboratorio, con lo studio dei materiali recuperati e dei campioni di terreno. Prosegue inoltre la mappatura delle incisioni databili tra la fine del Neolitico e l’inizio dell’età del Rame, per comprendere meglio i rapporti tra la presenza umana e l’arte rupestre e orientare le prossime campagne di ricerca.
I lavori
Da lunedì il Parco sarà interessato da lavori di ripavimentazione del percorso tra la biglietteria e il parcheggio riservato alle persone con disabilità motoria. L’intervento, affidato al Consorzio forestale Bassa Valle, punta a migliorare l’accessibilità e potrà comportare temporanee limitazioni alle visite. Un autunno vivace per Naquane, che a inizio mese ha proposto anche l’iniziativa «Scavi aperti», con la possibilità di conoscere direttamente il lavoro degli archeologi.



