Il sole di maggio picchia forte sul prato di Campo Marte, ma i quasi 3mila partecipanti alla sesta edizione della Spaccagambe, l’appuntamento per gli appassionati della Ginnastica Dinamica Militare Italiana, non sembrano farci caso. Non oggi.
Uno dei polmoni verdi della città, abituato ad ospitare passeggini e runner della domenica, ma anche manifestazioni sportive benefiche e gli allenamento degli allievi della vicina scuola di polizia, si è infatti trasformato in un’arena ribollente di grinta e fatica.

La prova
Alle 15 scatta il via della gara: una sfida non competitiva che mette alla prova la resistenza fisica e mentale attraverso un protocollo di allenamento estremo. Il ritmo è scandito dalle voci di tutti i partecipanti che contano flessioni, affondi, piegamenti ai compagni, incitandosi a vicenda a tenere duro.
Al termine di quello che gli organizzatori – fra cui c’è l’ideatore della Ginnastica Dimanica Militare, il bresciano Matteo Sainaghi – chiamano riscaldamento, ma che ha tutte le sembianze di un allenamento serrato, senza pause o distrazioni, e durissimo, i partecipanti devono affrontare la corsa: una prova di circa nove chilometri che parte da Campo Marte e risale i sentieri del Monte Maddalena, con un dislivello positivo di circa 600 metri.
Dopo un’ora di esercizi a corpo libero ad alta intensità sotto il comando degli istruttori e prima della frazione di corsa, però, c’è spazio anche per un po’ di romanticismo.
Fatica e amore
Sul Podio delle Bandiere salgono Tommaso e Angela. Entrambi hanno partecipato alla gara e sono fidanzati: lui si inginocchia, estrae dalle tasche un piccolo cofanetto che all’interno nasconde un anello e dice: «Ho pensato fosse il momento giusto per chiedertelo, perché ti ho conosciuta grazie a questo sport. Vuoi sposarmi?». Scatta il sì di Angela, l’applauso dei presenti, il bacio fra i due innamorati. Poi via di fretta per raggiungere la partenza e affrontare insieme, questa volta da promessi sposi, l’ultima parte della gara.

Al termine della Spaccagambe non ci sono vincitori perché l’idea di Sainaghi era quella di creare una pratica sportiva senza fronzoli, senza strumentazioni specifiche, che potesse coniugare un allenamento dinamico all’efficacia dei circuiti (spesso noiosi) fatti in palestra. La Ginnastica Dinamica Militare, nata nel 2014 al Villaggio Violino, ora ha superato i confini nazionali: recentemente infatti sono stati aperti sette centri in Svizzera, uno in Francia e uno a Tenerife. Ma presto arriverà anche in Romania e a Hong Kong.


