All’apparenza sembrano del tutto inerti. Le farine e le polveri di cereali all’occhio possono sembrare simili a sabbia, ghiaia o calcinacci da demolizione, ma hanno proprietà chimiche e biologiche del tutto specifiche che le rendono estremamente pericolose, in grado di provocare devastanti esplosioni e che, in caso di incidente, impongono che vengano trattate con apposite procedure in caso di incidente in un impianto agricolo, industriale o, come nel caso di questa mattina, sulla strada.
Nel tratto in direzione Venezia dell’autostrada A4 infatti all’alba un camion con rimorchio che trasportava mais si è ribaltato, disperdendo il suo carico sull’asfalto che si è rapidamente sparso sulle tre carreggiate, rendendo necessaria l’immediata chiusura dell’autostrada.
Esplosioni
Il primo obiettivo per poter intervenire in sicurezza è evitare che ci sia transito di veicoli nei pressi dei cereali sversati. Le polveri infatti sono altamente infiammabili e possono trasformare ingredienti di uso comune in tutte le cucine in esplosivi potenzialmente devastanti. Rispolverando i manuali di chimica delle scuole superiori si scopre infatti che la farina, di qualsiasi cereale, è composta in gran parte da amido e carboidrati complessi, che sono fondamentalmente composti organici a base di carbonio e idrogeno, cioè energia chimica. Se lo teniamo sul piano del tavolo dove impastiamo, un chilo di farina avrebbe difficoltà a bruciare perché l’ossigeno fatica a penetrare. Ma se la farina venisse dispersa nell’aria, formando una nube, come potrebbe succedere in un mulino, in un silos oppure, come si è rischiato stamattina, nel ribaltamento del container che lo trasporta, la superficie di contatto aumenta in modo esponenziale e dunque basterebbe una minima fonte di innesco per avviare l’istantanea combustione delle polveri. Una reazione che provoca una enorme quantità di gas ad altissima temperatura.
I rischi però non sono finiti qui. La rapida combustione infatti provoca anche un’onda d’urto che solleva la polvere depositata a terra, alimentando una reazione a catena violentissima e che, in alcuni casi, ha provocato esplosioni devastanti, capaci anche di distruggere gli edifici in cui sono avvenute.
Gli interventi

Nel caso della A4 dunque la priorità di intervento è stata quella di chiudere la strada, isolare il cereale disperso ed evitare che i mezzi in transito sulle polveri potessero innescarle, con i propri gas di scarico. I Vigili del fuoco hanno infatti usato particolari cautele per raccogliere il mais rimasto sulla strada, con operazioni che sono inevitabilmente state più lunghe rispetto a quelle di altre tipologie di carichi dispersi durante un incidente stradale. Dopo cinque ore dallo schianto la circolazione era stata solo parzialmente riattivata.
La fermentazione
I cereali però sono pericolosi, e questo aspetto è un po’ più conosciuto anche dalla popolazione, anche per il rischio biologico legato alle fermentazioni che, in un ambiente chiuso, possono rapidamente esaurire l’ossigeno e provocare il rilascio dell’anidride carbonica, trasformando i silos che sembrano innocui magazzini in situazioni in cui chi entra rischia il soffocamento.




