Cronaca

Precipita da un ponteggio a Gottolengo: disposta l’autopsia sulla vittima

Dolore a Caino per la morte del muratore di 52 anni, Flavio Bertacchini: l’uomo viveva con il padre
Alessandra Portesani, Barbara Fenotti
La vittima Flavio Bertacchini e la cascina in cui è avvenuto l'incidente sul lavoro
La vittima Flavio Bertacchini e la cascina in cui è avvenuto l'incidente sul lavoro

Una mattinata di lavoro si è trasformata in tragedia a Gottolengo, dove Flavio Bertacchini, 52 anni residente a Caino, ha perso la vita mentre stava lavorando in un cantiere all’interno di una cascina nelle campagne del paese della Bassa.

Il dramma si è consumato questa mattina, mercoledì 14 ottobre, intorno alle 10.45, quando, per cause ancora da accertare, il muratore è precipitato da un ponteggio alto circa un metro e mezzo. Una caduta che, secondo le prime informazioni, sarebbe avvenuta mentre l’uomo si trovava al lavoro insieme ad altri colleghi.

Cosa è succeso

La dinamica dell’accaduto resta, però, ancora da chiarire. Gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire con precisione quanto successo e soprattutto per stabilire se la caduta, a seguito della quale l’operaio avrebbe picchiato la testa, sia stata la conseguenza di un malore improvviso oppure se, al contrario, sia stato l’eventuale impatto con il suolo a provocare le condizioni che hanno portato poi al decesso. Un punto fondamentale, sul quale dovranno fare luce gli accertamenti avviati dopo l’incidente e per questo motivo il magistrato di turno ha disposto l’autopsia sul corpo di Bertacchini.

Momenti drammatici

Le persone presenti in cascina, resesi conto delle condizioni disperate dell’operaio, si sono precipitate subito ad aiutarlo. Di fronte alla gravità della situazione, hanno iniziato a praticargli il massaggio cardiaco, cercando d’intervenire tempestivamente in attesa dell’arrivo del personale sanitario.

L’allarme ha fatto scattare la macchina dei soccorsi, tanto che dal cielo è arrivato anche l’elisoccorso. Giunti sul posto, i soccorritori hanno proseguito le manovre di rianimazione nel tentativo di salvare la vita al 52enne. Ogni sforzo, tuttavia, si è rivelato inutile: il cuore dell’uomo non ha mai ripreso a battere e poco dopo è stato constatato il decesso.

Sul luogo della tragedia, sono intervenuti i carabinieri della stazione di Gambara e i tecnici di Ats, che hanno avviato i primi accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente e raccogliere gli elementi utili a comprendere che cosa sia accaduto in quei drammatici minuti.

La comunità di Caino

A casa di Alfonso Bertacchini, davanti alle Fanfani di Caino, all’altezza della cartiera di Nave, nel primo pomeriggio di oggi si è raccolto un piccolo gruppo di persone. Verosimilmente amici e parenti, arrivati poco dopo che gli era stata comunicata la morte dell’unico figlio, Flavio, il muratore di 52 anni precipitato da un ponteggio in un cantiere a Gottolengo. Una notizia che raggiunge una famiglia già segnata da un lutto: poco più di un anno fa era mancata la mamma Luciana, spirata dopo una malattia. Flavio abitava con il padre. In passato aveva convissuto, non aveva figli e da qualche tempo, dopo la fine della sua relazione, era tornato nella casa di famiglia.

A ricordarlo è il sindaco Cesare Sambrici, che lo descrive come un uomo tranquillo, un po’ schivo, che si incontrava qualche volta al bar. Una presenza discreta nella vita del paese, lontana dalla ribalta, di cui il primo cittadino restituisce un ritratto fatto di poche parole. Sono soprattutto i legami familiari a emergere dal suo racconto, con il pensiero rivolto ad Alfonso, chiamato ad affrontare un’altra perdita dopo quella della moglie. «Ci stringiamo attorno al papà» dice Sambrici, esprimendo la vicinanza della comunità. Il lavoro ha portato Flavio nella Bassa bresciana, lontano da Caino e dalla casa che condivideva con il genitore.

Stamattina la caduta dal ponteggio, poi i tentativi dei soccorritori di rianimarlo, purtroppo senza esito. Mentre a Gottolengo sono iniziati gli accertamenti per ricostruire l’accaduto, in paese è arrivata la notizia della sua morte. E davanti all’abitazione di Alfonso hanno iniziato a radunarsi le prime persone: un piccolo capannello, nelle ore in cui alla cronaca dell’infortunio si affianca il dolore di chi Flavio lo conosceva.

I numeri

Sono 15 le persone che hanno perso la vita mentre lavoravano nei primi sette mesi del 2026 a Brescia. Due in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. In Lombardia la quota è di 89 vittime (come l’anno scorso) e sul territorio nazionale il bilancio è di 595 morti (nel 2025 erano 607).

È quanto emerge dall’elaborazione dell’Anmil sui dati Inail, ca condivisa in vista della 76° Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Un dato che purtroppo diventa ancora più pesante con la morte del 52enne di Caino.

Se guardiamo il quadro complessivo, gli infortuni denunciati da gennaio a luglio 2026 sono stati 9.937: il 5% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 che ha registrato invece 9.463 vittime. Anche sul fronte delle malattie professionali si registra un aumento: se nel 2025 erano 725, quest’anno la quota cresce a 800 (+10,3%).

L’allarme dei sindacati

Flavio Bertacchini era dipendente della Lafede srl di Castenedolo. Sulla vicenda sono intervenute le tre principali sigle sindacali di Brescia FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil  che esprimono cordoglio e vicinanza alla famiglia e ai colleghi. «Ogni volta chiediamo più prevenzione, più controlli e maggiore attenzione. Ogni volta ci viene risposto che la sicurezza è una priorità. Poi un altro lavoratore muore. Basta appelli che rimangono inascoltati: servono decisioni e interventi concreti», spiegano.

Quella delle cadute dall’alto, stando ai dati dei sindacati, non è un'emergenza sconosciuta: rappresenta il 58,3% degli infortuni mortali nelle costruzioni ed è la prima causa di morte nel settore. Il rischio è noto, così come sono note le misure necessarie per prevenirlo.

«Le norme sulla sicurezza non sono indicazioni facoltative. Organizzazione delle lavorazioni, formazione, protezioni e controlli devono essere garantiti in ogni fase del lavoro, soprattutto nelle operazioni più pericolose come il montaggio e lo smontaggio dei ponteggi – continuano nella nota congiunta –. La legalità deve attraversare tutta la filiera. Appalti e subappalti non possono frammentare o confondere le responsabilità, né trasformare la sicurezza nella voce su cui risparmiare. Ognuno deve rispondere della tutela di chi lavora. Oggi il Bresciano piange un altro lavoratore. Quello che chiediamo è che dopo il cordoglio, domani non si torni alla normalità come se nulla fosse accaduto, ma che questa ennesima tragedia sia davvero il punto per un cambiamento reale».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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