I dubbi c’erano. E infatti il Pd era già andato all’attacco circa un anno fa. Ora è arrivata anche la conferma dell’autorità competente. Fabio Rolfi non può essere vicepresidente vicario di Fnm autoservizi (che gestisce il trasporto pubblico in alcune province lombarde, tra cui Brescia e fa parte del gruppo Fnm spa, il cui azionista di maggioranza è la Regione) e al contempo ricoprire il ruolo di consigliere comunale a Brescia (dov’è anche presidente della commisisone Bilancio) e di vicepresidente della Provincia.
A stabilirlo è stata L’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). La decisione è confermata da una delibera depositata il 14 maggio. Secondo l’Autorità, l’incarico ricoperto da Rolfi - vicepresidente vicario di Fnm autoservizi dal 23 aprile 2025 - è incompatibile con le sue funzioni politiche in Comune e Provincia, enti che detengono una quota di controllo e esercitano funzioni di regolazione e vigilanza sul servizio di trasporto pubblico locale.
L’Anac ha chiarito che, anche se l’Agenzia Tpl funge da stazione appaltante e gestisce l’affidamento dei servizi, il Comune e la Provincia mantengono competenze strategiche e approvano i bilanci, definendo le linee guida dell’Agenzia. Un soggetto che siede contemporaneamente negli organi politici degli enti soci e nel CdA della società potrebbe, quindi, influenzare indirettamente l’allocazione delle risorse, configurando un conflitto vietato dalla legge .
La polemica
La questione era già emersa nell’estate del 2025, quando il Partito Democratico aveva sollevato dubbi sul doppio ruolo di Rolfi, evidenziando potenziali conflitti di interesse. Il caso aveva acceso il dibattito sulla necessità di separare le funzioni di controllo politico da quelle di gestione societaria dei servizi pubblici locali .
Le memorie difensive presentate da Rolfi sostenevano che le deleghe gestionali erano attribuite al direttore generale della società e che la partecipazione politica non implicava un coinvolgimento diretto nella gestione. L’Anac, tuttavia, ha rilevato che la partecipazione alle assemblee dei soci e alle decisioni strategiche dell’Agenzia Tpl dimostra come il ruolo politico e quello societario fossero comunque intrecciati, confermando l’inconferibilità dell’incarico.
Prossimi passi
Il Comune e la Provincia dovranno ora adottare provvedimenti per conformarsi alla delibera, comunicando all’Anac le azioni intraprese entro 45 giorni. La decisione rappresenta un richiamo all’applicazione rigorosa della normativa sulla separazione tra controllore e controllato nei servizi pubblici locali, sottolineando l’importanza della trasparenza e dell’efficienza nel settore del trasporto pubblico.




