Villaggio Prealpino, dove la solidarietà unisce il vicinato
Sono le prime ore di una gelida mattina d’inverno; tra le strade di quello che un tempo era un villaggio c’è un signore che consegna il pane agli anziani in sella sua vespa. È il fornaio della porta accanto e ogni giorno macina centinaia chilometri, portando in ogni abitazione pagnotte calde e parole di conforto: i migliori antidoti contro la solitudine. È questa l’anima di Villaggio Prealpino: un quartiere che fa del vicinato la sua forza. E della solidarietà il suo tratto distintivo.

Popolazione e associazionismo
Ci troviamo in una zona dove, «nonostante un recente ricambio generazionale, la presenza di anziani è particolarmente alta», spiega il consigliere del Consiglio di Quartiere Giorgio Rossini. Su un totale di quasi 6mila abitanti, oltre 1000 sono gli over 65.
A sostenere le persone più fragili ci pensa Solidarietà Viva: l’Odv – attiva ufficialmente dal 1992 – che propone tombolate, corsi di ginnastica dolce, yoga e letture ad alta voce, creando occasioni di incontro e condivisione. Nella stessa sede operano anche le Acli e il Punto Comunità: quest’ultimo offre servizi di sportello, ascolto dei bisogni, orientamento al lavoro e collabora con i servizi sociali del territorio.

Accanto a queste realtà ci sono gli Alpini, che «rappresentano un punto di riferimento per tutta la comunità», il Gruppo Scout Brescia 2 e l’associazione A Tuttotondo, formata da genitori impegnati in attività sociali. La Banca del Tempo ha invece promosso un progetto natalizio condiviso: un albero realizzato all’uncinetto dagli abitanti, composto da mattoncini lavorati a maglia che formano una grande coperta colorata.
A completare il tessuto sociale contribuiscono il Gruppo di Acquisto Solidale, gestito da alcune famiglie, e l’associazione Il Salterio, impegnata nella promozione delle danze popolari.
Sul versante sportivo, infine, sono attive la USO United, formata dall’unione di diverse associazioni del settore, la Volley Prealpino e il Running Prealpino, il gruppo di corridori che nel tempo è cresciuto, coinvolgendo sempre più appassionati.
Centro sociale e culturale
Il cuore della vita culturale e sociale è invece la parrocchia di Santa Giulia che, insieme all’oratorio San Giovanni Bosco, esercita una forte attrattiva intergenerazionale. «Al momento l’oratorio sta subendo dei lavori di riqualificazione – prosegue Rossini –. Che prevedono la ricostruzione dell’area di ristoro e l’ampliamento degli spazi esterni».
A lavorare in sinergia con queste realtà c’è il Teatro Santa Giulia «la cui programmazione è coordinata dall’associazione Amici del teatro». Sul territorio è presente inoltre la parrocchia di Stocchetta «con una vocazione meno legata alla dimensione locale e più internazionale, che accoglie preti da tutti il mondo».
La vitalità del quartiere si riflette anche nei luoghi dedicati all’istruzione come le diverse scuole e la Biblioteca Prealpino, che propongono incontri formativi per la cittadinanza. «La sede bibliotecaria dovrebbe diventare il laboratorio culturale della zona nord della città, il punto di partenza dei progetti».

Questa gode di un ampio spazio verde, «uno dei pochi – precisa il giovane consigliere –, ossia il parco Walt Disney: vissuto da studenti, bambini e dalle loro famiglie». Molto utilizzati anche i parchi Belvedere e via Nona, «in quest’ultimo si terrà, a settembre, la prima cena di quartiere».
Criticità
Ma non ci sono solo note positive. A Villaggio Prealpino le criticità non mancano e la principale riguarda la Baumann, storica azienda che produce molle a compressione e da poco tempo ha sede nel rione. «Il suo insediamento ha accesso diverse polemiche – chiosa il membro del Consiglio –. I residenti lamentano odori, inquinamento acustico e soprattutto polveri sottili, che in alcuni casi hanno danneggiato le carrozzerie delle auto». Soprattutto a preoccupare «sono i possibili effetti alla salute».
Problematiche che si sommano al traffico di via Conicchio, su cui affaccia l’industria, «e dove il limite, che è di 50 chilometri orari, non è sempre rispettato – sottolinea il bresciano –. Inoltre diverse strade secondarie vengono usate per attraversare il quartiere e raggiungere Bovezzo e Concesio a velocità spesso sostenuta».
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