Cronaca

Brescia Pride, 16mila in corteo per le vie della città: «Esistiamo ovunque»

Partiti da Campo Marte, i manifestanti hanno affollato il centro chiedendo diritti e visibilità per la comunità Lgbtqia+
Francesca Renica

Francesca Renica

Vicecaporedattrice

Il corteo del Pride 2026 a Brescia
Fotogallery
7 foto
Il corteo del Pride 2026 a Brescia

Greta Tosoni ha 29 anni, vive in centro ed è stata minacciata di morte. Più volte. «Ho denunciato e lo farò ogni volta che servirà». Fotografa, educatrice socioaffettiva, da quando è presidente del comitato organizzatore del Pride la sua faccia ha iniziato a circolare sui social e sono iniziati i commenti d’odio. «Non ho mai avuto problemi in famiglia, fuori dalla mia bolla di protezione sì. Per questo il Pride resta una necessità». Insieme a lei sono 16mila i manifestanti che si sono radunati a Campo Marte, baricentro della giornata, per assistere agli interventi dal palco, prima di attraversare il centro città in corteo. Insieme e compatti, con i riflettori puntati addosso e la città attorno a guardare. Il loro obiettivo innegabile è anche dare fastidio. Farlo bene, con gentilezza, ma continuare a schiarirsi la voce per attirare l’attenzione su una mano alzata da tempo: una comunità di persone che prende parola per affermare «esistiamo ovunque, resistiamo unit3».

Festa, inclusione, ma anche lotta

Anche quest’anno in centro è tornato il pacchetto completo di arcobaleni, lustrini, striscioni, carri e Carrà. Un’atmosfera spesso irresistibile e gioiosa ma – festa a parte – l’intenzione è rivendicare strumenti concreti, risorse, spazi e autonomia. E provare a farlo senza lasciare indietro nessuno: gli interventi dal palco vengono tradotti in tempo reale in Lis, la lingua dei segni italiana, mentre lungo il corteo è stata prevista anche una zona bianca, uno spazio a bassa stimolazione per chi ha bisogno di allontanarsi da musica, folla e rumore.

Uno dei carri in corteo
Uno dei carri in corteo

Non solo per la comunità Lgbtqia+, dunque. Il corteo in pancia ha un’enorme bandiera della Palestina, «perché le nostre battaglie di resistenza non riguardano solo noi». «Meno generale e più Carnevale», dice uno dei tanti cartelli ispirati da Vannacci. Simonetta, 33 anni e arrivata da Roma per esibirsi sul palco come stand-up comedian: «Ma che vi ha fatto il Carnevale? Io lo rivendico. È il nostro modo di affermarci con positività».

Diritti mai scontati

Un corteo che è una camminata (molto ballata) in piano: un ristoro dopo le salite. Almeno oggi, «giorno di memoria e lotta» che vorrebbe valerne 365, ma è evidente che non può. «Ti immagini se tutte le giornate fossero così?» sussurra una ragazza. Tre passi più in là un passante sbuffa con insofferenza e scatta una foto. Probabilmente un altro osso da sgranocchiare per i commentatori sui social. «Quest’anno abbiamo ricevuto tantissimo odio sui nostri canali»: basta una rapida occhiata ai profili social del Brescia Pride per verificare che è così.

I cori dal corteo avanzano richieste chiare, le stesse messe nero su bianco in un manifesto politico che denuncia discriminazioni e marginalizzazioni. Ancora. E chiede diritti per tutti. Ancora.

Il corteo del Pride 2026 a Brescia
Il corteo del Pride 2026 a Brescia

Ramazzati i coriandoli e spente le casse, cosa resta? «Per noi la liberazione non è uno slogan, ma un processo concreto: significa difendere ciò che esiste e costruire ciò che ancora non c’è. Significa trasformare la rabbia in progetto e il progetto in pratica collettiva».

Tre richieste al Comune

Tre, in particolare, le richieste rivolte all’Amministrazione comunale. La prima è l’attuazione della carriera alias all’interno del Comune di Brescia, già prevista sulla carta dal Gender Equality Plan della Loggia. La misura consentirebbe alle persone trans dipendenti dell’ente di utilizzare, sul lavoro, il nome scelto al posto di quello anagrafico, senza modificare i dati registrati all’anagrafe.

La sindaca Laura Castelletti con Greta Tosoni, presidente del comitato Brescia Pride
La sindaca Laura Castelletti con Greta Tosoni, presidente del comitato Brescia Pride

«Siamo già al lavoro con gli assessori Garza e Frattini su questo – spiega la sindaca –. Abbiamo bene in mente che nel nostro percorso per diventare una città europea l’inclusione è prioritaria». E a chi dice che ci sono altre urgenze, risponde: «Qualcuno dice sempre così quando si parla di diritti».

La seconda richiesta nel Manifesto del Pride è la creazione di un catalogo comunale di percorsi di educazione socio-emotiva destinato alle scuole. Una proposta che si inserisce anche nel dibattito aperto dalle norme volute dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara sulle attività scolastiche che affrontano temi legati alla sessualità e sul consenso preventivo delle famiglie nei gradi scolastici in cui è previsto.

La terza richiesta alla Loggia riguarda invece la progettazione di uno spazio civico dedicato alla comunità Lgbtqia+ e aperto alla città, dove organizzare incontri, formazione e attività culturali tutto l’anno.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...

Le notizie della sera

Il riassunto della giornata, con le principali notizie e gli approfondimenti della redazione.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...