Cronaca

Ghedi, Parco Tecnoinerti: il cantiere rallenta ed è vittima dei vandali

Il sindaco Federico Casali denuncia i danni arrecati ai muri. Intanto lo scolmatore «frena» i lavori
Gianantonio Frosio
Parco Tecnoinerti: il cantiere rallenta e finisce vittima dei vandali
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Parco Tecnoinerti: il cantiere rallenta e finisce vittima dei vandali

Il Parco Tecnoinerti, in via di realizzazione a sud di Ghedi, a fianco del Parco dei Fontanili, a cui è collegato da un passaggio pedonale, ha due problemi, che ne frenano e ritardano la realizzazione: uno scolmatore da mettere in sicurezza e uno o più vandali, che sembrano divertirsi a rompere ciò che è stato fatto.

Il caso

Il sindaco Federico Casali spiega il suo punto di vista: «Sento dire tante cose su questo progetto: c’è anche chi parla di degrado e area lasciata allo sbando. Non è vero: si tratta di un’area di cantiere, oggetto di lavori in corso, debitamente transennata. L’intervento sta subendo un rallentamento perché nella zona interessata si trova uno scolmatore che va messo in sicurezza: il Comune di Ghedi deve definire la questione con Acque Bresciane, così da poter programmare e realizzare il lavoro da eseguire. Si tratta di un problema igienico-sanitario collegato alle fognature: un imprevisto che, per essere sistemato, comporta una spesa da oltre 350.000 euro».

Una somma considerevole, «per via della quale è necessario esaminare chi eseguirà l’intervento e quali saranno le modalità di azione. Al di là di questo aspetto, che ha indubbiamente rallentato la realizzazione dell’opera, ribadisco che l’area non è affatto abbandonata. Area che, invece e purtroppo, ha subito un atto vandalico, anche piuttosto serio, per il quale ho deciso di sporgere denuncia alla Polizia locale: qualche giorno fa ignoti vandali hanno pensato bene di rompere i muri di costruzione».

Controlli

Il futuro parco, precisa il sindaco, «è costantemente tenuto sotto controllo dagli incaricati del Comune, che passano più volte a verificare la situazione della zona. Ma contro gesti come questo siamo (quasi) disarmati: difficili da prevenire, a meno che non si pensi di schierare permanentemente guardiani intorno a tutta l’area transennata. Mi sembra un po’ complicato…». Una ventina di giorni fa «erano apparse scritte sui muri. Abbiamo chiesto alla ditta incaricata di ripulire la zona».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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