A2A rischia di perdere il suo principale cliente bresciano: l’ospedale Civile. In ballo c’è un contenzioso con cifre da capogiro. L’importo impugnato parte da circa 40 milioni di euro (per soli quattro anni), ma il conto finale è destinato a crescere: alcuni computi sono ancora in corso di definizione. Si tratta di fondi che, secondo l’Asst di Mompiano, la multiutility ha preteso e incassato attraverso canoni in bolletta non dovuti e per i quali ora la struttura ospedaliera cittadina (dopo diverse diffide e un carteggio lungo cinque anni) ha deciso di portare in Tribunale l’azienda guidata da Renato Mazzoncini, società che ha come azionisti di maggioranza i Comuni di Brescia e di Milano.
La vicenda

Tutto nasce da una verifica interna all’ospedale, che si è trovato a scandagliare le bollette sulla scia di un conto che, per quanto la struttura sia grande ed energivora (tra locali e macchinari), risultava troppo salato. Secondo il team tecnico che supervisiona gestione e amministrazione degli impianti, a ballare non sono pochi spiccioli: la cifra complessiva esatta è al centro di verifiche puntuali, ma la stima si aggira attorno a 7 milioni di euro in più all’anno fatturati in bolletta. Per dieci anni.




