Cronaca

Brescia, minacce in aula: arrestato durante il processo per stalking

Troppo alto il rischio che una volta fuori dall’aula potesse scagliarsi su figlie e moglie, lì per assistere al processo per maltrattamenti in famiglia: dal tribunale è finito direttamente in carcere
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Il tribunale di Brescia - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
Il tribunale di Brescia - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

L’arresto è scattato dentro un’aula di tribunale. Durante un’udienza per maltrattamenti in famiglia. «In presenza di reiterati comportamenti incontinenti, il giudice si è trovato costretto ad allontanare l’imputato e a questo punto l’unica misura cautelare in grado di costituire un serio diaframma tra l’imputato e le persone offese, è quella della custodia cautelare in carcere» scrive il presidente della prima sezione penale Roberto Spanò nel provvedimento adottato nei confronti di un 55enne marocchino entrato a Palazzo di giustizia da uomo libero, seppur imputato per stalking e maltrattamenti in famiglia, ed uscito in stato d’arresto a bordo di un’auto dei carabinieri che lo ha portato a Canton Mombello.

Le accuse

L’uomo accusato di aver minacciato, insultato e picchiato la moglie (finita anche in ospedale dopo aver perso un dente), avrebbe costretto la donna «a penose condizioni di vita, ad uno stato di grave avvilimento, soggezione psicologica e prostrazione». «Un inferno» hanno fatto mettere a verbale i parenti, che sarebbe iniziato «dall’anno 2000, quando la moglie era incinta» secondo quanto ricostruito dagli inquirenti. E che è proseguito anche dopo l’allontanamento da casa dell’uomo, padre di quattro figli.

Cautela

«L’imputato anche in epoca recente ha reiterato comportamenti minacciosi e in particolari ha fatto pressioni verso i familiari per indurli a non testimoniare a processo o a ritrattare le dichiarazioni rese in precedenza» si legge agli atti. Non si è fermato nemmeno durante l’ultima udienza quando è stata ascoltata come testimone una delle figlie adolescenti. Il 55enne di origini marocchine, residente a Darfo, ha dato in escandescenza, ha minacciato i familiari. Troppo alto il rischio che una volta fuori dall’aula potesse scagliarsi su figlie e moglie. E dal tribunale è così finito direttamente in carcere.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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