Brescia, trattative a oltranza tra Pasini e Cellino per il ramo d’azienda

Sull’atto depositato in tribunale il 30 dicembre scorso erano stati messi nero su bianco modalità e date : «La durata e il termine finale è il 31 gennaio 2026 per l’accettazione della manifestazione d’interesse non vincolante ed il 31 marzo 2026 per la conclusione dell’operazione». Al 31 marzo passato, la palla è stata calciata in avanti. E ora si tratta ad oltranza tra Union Brescia calcio e Brescia calcio.
Le parti
Da una parte il centro sportivo di Torbole e dall’altra la proposta, salita da 700mila ad un milione e duecentomila euro, presentata da Giuseppe Pasini a Massimo Cellino per l’acquisto del ramo sportivo/calcistico di Brescia calcio «composto da: tutte le attrezzature sportive, trofei e maglie del Brescia calcio; i marchi e la denominazione sociale “Brescia Calcio”, i domini web, i canali social, diritti audiovisivi sul materiale di repertorio, i diritti di proprietà intellettuale e di utilizzo delle strisce bianche convergenti a “V” con i colori sociali bianco e azzurro e la matricola storica».
«Tutto quello che poteva fare Cellino lo ha fatto» fanno sapere i professionisti che assistono l’imprenditore sardo che si è detto pronto a mettere di tasca sua 2,5 milioni di euro per «favorire la trattativa di cessione del ramo d’azienda ed evitare il crac». Il giudice Alessandro Pernigotto, al quale la Procura di Brescia ha chiesto di firmare il fallimento del Brescia calcio targato Cellino, non si è ancora espresso sulla richiesta di proroga di ulteriori 120 giorni di tempo chiesti dall’ex patron per mettersi al riparo dai creditori e provare a portare a termine il piano di risanamento depositato in tribunale dall’avvocato Eugenio Bissocoli, l’esperto nominato per la composizione negoziata della società.

Titolo sportivo e matricola
E se Pasini e Cellino non trovassero l’accordo? Qui vanno distinti titolo sportivo e matricola. Il titolo sportivo il Brescia calcio lo ha perso a giugno scorso quando il club non è stato iscritto a campionati professionistici. E con il titolo sportivo anche i 115 anni di storia sono andati in fumo. La matricola invece rischia di essere revocata se entro il 30 giugno prossimo nessuno la riutilizzerà. E da sola – per regole federali – non può essere ceduta. Rientra nel ramo d’azienda e chi acquista – se non lo fa Union – può iscrivere la società solo dal gradino più basso del calcio italiano, ovvero la terza categoria. E proprio attorno alla matricola ruota buona parte della trattativa tra Cellino e Pasini.
L’accordo prevede che il passaggio del ramo d’azienda avvenga senza debiti – quelli del Brescia calcio superano i 19 milioni di euro – e crediti. «Qualora – si legge – la matricola non possa essere trasferita priva di crediti sportivi, Union Brescia cederà a Brescia calcio e a fronte delle autorizzazioni delle eventuali autorità preposte, l’intero ammontare ricevuto a titolo di crediti sportivi».
E alla voce crediti legati alla matricola, c’è soprattutto un nome ed un cognome: Sandro Tonali. Brescia calcio vanta infatti una percentuale sulle cessioni del centrocampista e l’ex Milan è in odore di trasferimento in una big del calcio inglese con Utd e City pronti a mettere sul piatto del Newcastle, attuale club di Tonali, fino a cento milioni. Una percentuale andrebbe nelle casse del Brescia calcio. Ovviamente solo se la matricola rimanesse in vita. Altrimenti andrebbero in un fondo di solidarietà Fifa.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
