Brescia Calcio e Comune al Tar per il Rigamonti: si attende la sentenza

È stato discusso al Tar il ricorso del Brescia Calcio di Massimo Cellino contro l’annullamento della concessione dello stadio Rigamonti da parte del Comune di Brescia lo scorso luglio, quando il club non venne iscritto ad alcun campionato professionistico.
In aula oltre ai legali di Brescia Calcio e Comune di Brescia, anche quelli di Union Brescia, parte interessata in quanto oggi utilizzatore dell’impianto di Mompiano in virtù di un accordo stipulato con la Loggia.
Le ragioni di Cellino
Secondo i legali di Cellino l’estate scorsa non c’erano i presupposti di annullare la concessione che sarebbe scattata automaticamente a fronte del mancato pagamento di due canoni, mentre il Brescia sottolinea di non averne pagato solamente uno e in seconda battuta – attraverso memorie depositate – spiega che nel bando non sarebbe stata presente la clausola che prevede la concessione dello stadio solo a una società iscritta ad un campionato professionistico ma semplicemente affiliata al Coni. E oggi Brescia Calcio è ancora ufficialmente registrato come società sportiva con tanto di matricola ancora attiva.
Per la Loggia c’erano invece tutti i presupposti per annullare la concessione del Rigamonti nel momento in cui Cellino ha deciso di non iscrivere la squadra.
I legali di Union Brescia infine hanno rimarcato l’eventuale danno che sarebbe provocato qualora i giudici dovessero annullare il provvedimento del Comune di Brescia e di fatto far tornare il Rigamonti nella disponibilità del Brescia calcio.
Ora si attende la sentenza con i giudici che hanno 90 giorni di tempo per depositarla.
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