Gli obiettivi politici sono scritti nel programma di mandato, quelli numerici legati al risultato a cui ambire (tradotto: raggiungere l’83,3% di differenziata entro il 2027) nel Piano regionale. Sta di fatto, che il capoluogo non può cristallizzarsi: il sistema di raccolta differenziata attuale - per citare l’assessora all’Ambiente Camilla Bianchi - «ha fatto il suo tempo».
Per questo la Loggia ha aperto l’intricato dossier «rifiuti»: il metodo è destinato a subire una metamorfosi nel 2026, data in cui scade anche il piano economico finanziario. Cosa succederà dall’anno prossimo quindi? Gli scenari sul tavolo, allo studio della maggioranza guidata dalla sindaca Laura Castelletti, sono tre. In estrema sintesi: il primo è quello maggiormente «conservativo», il secondo compie un passo in più verso il porta a porta, il terzo sancisce l’addio ai cassonetti. Se gli scenari sono diversi, però, un punto fermo c’è: dal 2026, con il via al nuovo metodo di raccolta dei rifiuti, debutterà anche la tariffa puntuale.




