L’«agenda Castelletti» per il 2025 e quelle quattro sfide da vincere

La domanda se l’aspettava. E infatti, sulle prime, ha ironizzato (togliendosi probabilmente anche qualche sassolino dalla scarpa): «Su questo fronte ho sentito un sacco di pettegolezzi democratici...». L’allusione – per nulla velata – è al chiacchiericcio in casa Pd, dove in effetti si è iniziato a parlare di un riassetto della squadra di Giunta già a pochi mesi dal suo insediamento. Ma in occasione del tradizionale brindisi di fine anno di ieri (che rappresenta l’occasione non solo per un bilancio di quanto realizzato, ma soprattutto per «disegnare» il piano sequenza delle prospettive future), la sindaca Laura Castelletti non ha dribblato alcuna questione. Anzi, lo ha scandito chiaramente: a metà mandato un tagliando si farà. E il metà mandato cade nel 2025.
Il termometro
A domanda diretta, risposta diretta. Testualmente: «A metà mandato un sindaco fa sempre un tagliando, che è prima di tutto programmatico, come del resto impone la legge». Un’esigenza, anche a fronte del fatto che «è cambiato lo scenario nazionale e mondiale, dunque alcune priorità all’interno delle linee programmatiche sono da rivedere, perché si sono aggiunte tematiche e fronti nuovi da affrontare e la politica ha il compito di ricalibrare la sua azione sulla base delle nuove necessità». Non a caso, le linee programmatiche tornano alla prova del Consiglio comunale.
Una verifica che però non si fermerà alla routine amministrativa, ma che prenderà in considerazione anche il lavoro della squadra. Dal punto di vista della Giunta – ha puntualizzato la sindaca – «si arriva da un percorso nel quale, in una prima fase, gli assessori hanno preso possesso dei propri spazi e hanno cominciato a lavorare. Nel 2025 sicuramente farò delle valutazioni: bisogna capire se la squadra così va bene o se ha bisogno di modifiche, che può significare una sostituzione o anche una diversa distribuzione delle deleghe».
Del resto Castelletti non ha mai voluto essere «accentratrice»: nella sua storia civica ha sempre fatto della squadra il suo «core business» politico. Si confronta, cerca proposte, non alza la voce, lascia ampio spazio agli assessori. Ma questo (per loro) può essere un boomerang, perché si sa: «a grandi poteri corrispondono grandi responsabilità».
Alla fine dell’anno si vocifera di un incontro con il suo predecessore, Emilio Del Bono, per parlare delle tante partite che intrecciano Brescia alla Regione (dal trasporto pubblico alla sanità). E c’è chi assicura (se per certezza reale o come auspicio non è verificabile) che, quest’anno, all’ordine del giorno possa esserci anche lo snodo tagliando. Certo è che in questo frangente, chi azzarda un toto-nomi «scientifico» (basato cioè sulle preferenze incassate dalle urne) rischia di sbandare e andare fuori strada, perché inverte il ragionamento politico che sembra essere alla base del bilancio della sindaca: nell’architettura d’azione, l’obiettivo di partenza non è il «rimpasto punitivo», ma in base al tagliando programmatico e alle nuove esigenze capire come declinare meglio l’azione amministrativa. Con quali competenze (e persone) farlo è dunque una valutazione a cascata, non a monte, come se fosse una mera bocciatura qualsiasi. Anche questo significa ragionare (o raddrizzare il tiro) in termini... di squadra.
Gli obiettivi
Castelletti ha elencato gli obiettivi centrati (a partire dal teatro degli auguri natalizi: il Borsoni) e gli obiettivi alle porte (i cantieri al via, frutto della pianificazione di questo anno e mezzo alle spalle).
Ma non ha dimenticato i grattacapi da risolvere, che lei chiama «i quattro nervi scoperti che quest’anno devono avere risposte». Nel suo discorso di fine anno la sindaca Laura Castelletti ha sì scandito le quattro sfide da vincere nei prossimi dodici mesi, ma ha anche detto a viso aperto su quali fronti serve più impegno. E il messaggio non è confinato (solo) all’interno di Palazzo Loggia: «Ci sono problemi che vanno affrontati e sui quali non c’è più tempo da perdere. Per farlo, però, servono alleanze locali e nazionali ed essere concreti». Vale per l’Sos casa, vale per la Cittadella dell’innovazione, vale per la gestione dell’emergenza sociale (dall’aumento degli arrivi dei minori stranieri non accompagnati a quello dei clochard e del numero di famiglie che scivolano verso la povertà) e vale per il dossier rifiuti e raccolta differenziata.
Priorità
Per la casa non ci sono fondi. Resta l’obiettivo programmatico di mettere in circolo 600 alloggi a prezzi accessibili: calcolando l’operazione Sanpolino, «siamo a un terzo – precisa Castelletti –. Non basta, serve un ulteriore sforzo: stiamo lavorando per rafforzare l’Agenzia per la casa, ma non vogliamo fare gli immobiliaristi». Per questo, sarà fondamentale mettere a terra il percorso intrapreso con Campus edilizia: «Tra marzo e aprile dovrà essere presentato il Piano casa bresciano». E l’idea di coinvolgere le banche attraverso il patrimonio immobiliare che hanno in capo, «può essere una strada da esplorare» conferma il dg del Comune Marco Baccaglioni.

Il 2025 sarà l’anno chiave anche per il sistema di raccolta dei rifiuti. «Il fuori cassonetto è un problema reale, da quando sono stati tolti i green box è aumentato del 30% e Aprica lo ha ben presente: una soluzione dev’essere trovata». Sul tavolo ci sono altre due questioni eterne. La prima: porta a porta spinto sì o no? La seconda: tariffa puntuale sì, no o metà e metà? «È ora di decidere» ripete la sindaca. Quando? «Si stanno approfondendo più ipotesi per avere un quadro chiaro sulla base del quale decidere: c’è anche chi è tornato indietro dal porta a porta sfruttando la tecnologia. In alcuni casi i rifiuti vengono differenziati non dai cittadini ma direttamente negli impianti di smaltimento attraverso sistemi innovativi»: su questo fronte il ruolo e gli investimenti di Aprica (e quindi di A2A) saranno fondamentali.
Infine, la questione Cittadella dell’innovazione: «Il Comune non si sottrae, ha sempre cercato di spingere e favorire il processo, perché è inutile lamentarsi se poi non si riesce a fare sistema. Altri sono stati capaci di farlo, Brescia non è da meno: è ora di trovare una risposta concreta insieme, ma non c’è più tempo da perdere. Non possiamo rimanere indietro: dobbiamo saper guardare avanti e anticipare. Se vogliamo davvero muoverci è il momento: sullo sviluppo, sul green ognuno va per sé o si riesce a muoversi insieme? Entro inizio anno bisogna decidere». Così come a inizio anno si concluderà il lavoro di ricognizione sulle società controllate, a partire dalla San Filippo.
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