A Breno raggiunta l’intesa: riapre i battenti il museo Camus

Dopo due mesi di chiusura, accessi sbarrati e visite a zero, il Museo camuno Camus riapre i battenti. Accordo raggiunto, quindi, tra Comunità montana e Comune di Breno per riaprire le porte della pinacoteca, chiusa da inizio anno per il mancato accordo sui costi di gestione tra i due enti. Le sale torneranno visitabili al pubblico lunedì 16 marzo, con gli orari domenica e lunedì dalle 15 alle 18, martedì, mercoledì e giovedì dalle 9 alle 12, venerdì e sabato dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18.
Patto
L’intesa prevede che l’Amministrazione brenese scucirà più soldi per «garantire una maggiore compartecipazione economica nella gestione della struttura», mentre, dal canto suo, l’ente comprensoriale assicurerà più integrazione dei servizi tra biblioteca comprensoriale e museo e un percorso di valorizzazione del Camus «inteso come pinacoteca di rilevanza comprensoriale».
Il frutto dell’accordo verrà formalizzato dalle parti nei prossimi giorni, attraverso un «accordo pluriennale per la gestione integrata del Palazzo della Cultura». La pace è stata raggiunta dopo diversi incontri tra i due enti, dopo un mini braccio di ferro in cui la Comunità montana ha preteso più risorse dal Comune per la gestione del Camus, ma anche per la biblioteca comprensoriale, mentre il municipio ha provato a far abbassare le pretese, facendo valere il valore economico di quanto richiesto.
Per «rafforzare la gestione condivisa tra la Comunità montana e il Comune di Breno, con la valorizzazione del Museo camuno e della biblioteca comprensoriale» sono scesi nell’arena gli assessori alla Cultura dell’ente Priscilla Ziliani e del Comune Lucia Botticchio, il responsabile dell’ufficio Cultura Sergio Cotti Piccinelli, il sindaco Alessandro Panteghini e il capogruppo Dario Domenighini. I tre brenesi, nel ricordare che la proposta è stata vagliata e valutata positivamente anche in commissione Cultura, della quale fa parte anche il gruppo di minoranza, hanno sempre ribadito «la volontà di continuare la gestione condivisa del Palazzo della Cultura e del Museo camuno».
Patrimonio culturale
«Il Camus – dicono in coro Ziliani e Botticchio - rappresenta un patrimonio culturale per tutta la Valcamonica. Una maggiore collaborazione tra Comunità e Comune è un passo fondamentale per valorizzarlo e renderlo più fruibile, rafforzando al tempo stesso il ruolo del Palazzo della cultura come punto di riferimento per la vita culturale del territorio».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
