A Bovezzo la macchina del triduo s’accende e guarda ai giovani

Coinvolgere adolescenti e giovani su un tema che spesso viene rimosso, come la morte, per accompagnarli a riscoprirla come passaggio verso la resurrezione. Questo il presupposto da cui nasce la tre giorni dei «Santi tridui dei defunti» della parrocchia di Sant’Apollonio in programma da venerdì a domenica con un percorso che intreccia liturgia, memoria, testimonianze e momenti comunitari.
Edizione 2026
Al centro dell’edizione 2026 torna la macchina del triduo, esposta per la prima volta lo scorso anno dopo oltre sessant’anni: l’ultima volta risaliva, infatti, al 1961.
La grande partecipazione registrata ha spinto il parroco don Mauro Capoferri a riproporla, trasformandola in un ponte della memoria. L’ispirazione arriva dal film d’animazione «Coco» e dalla tradizione messicana del «Día de los muertos», riletta in chiave cristiana come catechesi sulla morte intesa come primo passaggio verso la resurrezione.
Un lavoro che coinvolge bambini, ragazzi e giovani, sempre più distanti da questi riti, come dimostra la loro assenza crescente nei cimiteri l’1 novembre.
Il programma
Il triduo si apre venerdì con l’accoglienza alle 20 del vescovo Pierantonio Tremolada, la messa e l’accensione della macchina del triduo. Sabato spazio a letture, adorazioni, confessioni, attività per bambini e ragazzi con il lancio dei palloncini per dialogare con il cielo alle 15.30, la messa di suffragio e una testimonianza di resurrezione. Domenica le celebrazioni culminano con la processione al cimitero, lo spegnimento della macchina e un momento di silenzio e preghiera sulle tombe.
Durante i tre giorni la macchina, illuminata da 220 candele, scandirà i tempi del triduo accompagnata da musica d’organo, adorazioni e momenti di convivialità, dalla trippa in piazza alla condivisione di dolci sul sagrato.
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