A Gianico la macchina del triduo è tornata all’antico splendore

Giuliana Mossoni
A un secolo dall’incendio che l’aveva distrutta e a 65 dall’alluvione che l’aveva rovinata e ne aveva «occultato» l’esistenza
La macchina del triduo di Gianico - Foto © www.giornaledibrescia.it
La macchina del triduo di Gianico - Foto © www.giornaledibrescia.it
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Gianico ha finalmente ritrovato per intero la sua macchina del triduo, a un secolo dall’incendio che l’aveva distrutta e a 65 dall’alluvione, che l’aveva rovinata e ne aveva «occultato» l’esistenza. Dopo la riscoperta di un paio d’anni fa e la preziosa opera di restauro, l’imponente apparato è stato rimontato nei giorni scorsi dietro l’altare maggiore della Chiesa di San Michele Arcangelo.

Ieri sera c’è stata la presentazione dei lavori di restauro alla comunità. Con particolari e citazioni storiche, sono state illustrate le fasi e le tecniche di restauro, il valore storico e simbolico della macchina e il significato dell’opera nel contesto della celebrazione dei tridui. Alla serata hanno partecipato il parroco don Fabio Mottinelli e il coordinatore del progetto per la parrocchia Fabrizio Antonioli.

La macchina, di origini sette-ottocentesche, era costituita da centinaia di pezzi su misura, in legno e metallo. Andò distrutta nel 1920 per un incendio e ricostruita. Nel 1960 oltre due metri di fango invasero il paese e la chiesa, rovinando una parte dell’apparato; quanto si riuscì a salvare finì nei depositi della sacrestia e dimenticato. Ma la passione per la storia e la conservazione dell’arte ha fatto sì che, leggendo i documenti, compreso un disegno prospettico della macchina montata, la preziosa opera tornasse a vivere. Anche grazie alle sapienti mani del restauratore Ercole Rini.

L’intervento, necessario per consolidare le parti superstiti, mettere in sicurezza la policromia, documentare le lacune e ricostruire l’assetto originario, ha visto la pulitura delle superfici, integrazioni strutturali e un accurato studio dell’illuminazione, con il recupero di circa cinquanta elementi metallici e l’inserimento di nuove componenti in stile per riportare l’apparato al suo stato originario.

Sono 34 le tavole decorate ritrovate e catalogate, disposte simmetricamente secondo la geometria progettuale del 1921.Ora l’opera di Gianico è tornata a splendere, con delle rinnovate luci a led: sarà possibile ammirarla da venerdì a domenica nel corso del Triduo dei defunti, guidato da padre Massimo Taglietti dei cappuccini di Lovere e scandito da adorazioni, rosari e celebrazioni.

Il tema scelto quest’anno è «Camminate secondo lo Spirito». Il primo appuntamento sarà domani, alla 15, per l’esposizione del Santissimo e la preghiera per i defunti. L’ultima messa di domenica alle 17.30 a chiusura del triduo sarà presieduta dal vescovo emerito monsignor Carlo Bresciani.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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