Cronaca

Borno: altri 2,1 milioni per telecabina e rifugio sul Monte Altissimo

Dalla Regione nuovi fondi per il maxi progetto da oltre 25 milioni. Il nuovo impianto di risalita di Borno sostituirà le due attuali seggiovie
Giuliana Mossoni
Nuovi investimenti per il Monte Altissimo - © www.giornaledibrescia.it
Nuovi investimenti per il Monte Altissimo - © www.giornaledibrescia.it

Nuove risorse per il Patto territoriale per lo sviluppo del comprensorio di Borno-Monte Altissimo: il maxi progetto da oltre 23 milioni e mezzo ha «guadagnato» altri 2,1 milioni, stanziati dalla Giunta regionale con un atto integrativo che recepisce le variazioni al quadro economico.

Verso la vetta

Con il considerevole malloppo sarà realizzata una telecabina di arroccamento all’Altissimo e un nuovo rifugio sulla vetta. L’impianto di risalita sostituirà le due seggiovie quadriposto Le Ogne-Plai e Plai-Monte Altissimo ad ammorsamento fisso con una telecabina che collegherà il fondo delle piste in località Ogne alla vetta dell’Altissimo, coprendo un dislivello di 700 metri in 9-10 minuti, per una lunghezza inclinata di circa due chilometri e mezzo.

I vecchi impianti saranno sostituiti
I vecchi impianti saranno sostituiti

Sarà così garantita una portata oraria di 1.800 persone, trasportate all’interno di cabine chiuse da dieci posti. Ci sarà anche un magazzino interrato per ricoverare i veicoli dopo l’inverno. «In questo modo miglioriamo la spina dorsale del comprensorio – spiega il sindaco Matteo Rivadossi –, prolungando l’uso dell’impianto su tutto l’anno e destagionalizzando il turismo. Permetterà di portare sia le persone sia le attrezzature per la pratica di molteplici attività, come le bici, e aprirà a tutti la fruizione della montagna, anche alle persone fragili, ad anziani e bambini. E, inoltre, consentirà di raggiungere il rifugio anche in condizioni climatiche avverse o in orario serale».

Come sarà

L’attuale rifugio, datato e inadeguato poiché ricavato dalla stazione di monte della primissima cabinovia realizzata negli anni Settanta, sarà demolito e sostituito da un’architettura moderna ma integrata nel paesaggio, energeticamente efficiente e sostenibile.

Il progetto è dello studio Open Building di Verona e prevede una struttura a tre bracci, che parzialmente mutua il disegno preesistente, ma con linee fluide che si aprono con tre terrazze a «cannocchiale» verso il panorama che si gode in vetta.

Uno sciatore in pista
Uno sciatore in pista

I circa 25 milioni e mezzo del nuovo Pat saranno coperti dalla Regione per 12 più 2 milioni, più 4,75 trasferiti dal Ministero del Turismo e 3,67 dalle risorse dei canoni grandi derivazioni del Bim), oltre a 1,22 della Comunità montana e altri 2 dal Comune di Borno.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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