Cronaca

Billy Costacurta e Martina Colombari hanno preso casa a Ponte di Legno

Amarcord dell’ex rossonero alla cerimonia di «Ponte di Legno Cultura e sentimento»: «Devo scoprire tutto». Il campione convinto dall’amico Bonan e dalla moglie
Giuliana Mossoni
L'ex rossonero ha raccontato i segreti dei successi del grande Milan © www.giornaledibrescia.it
L'ex rossonero ha raccontato i segreti dei successi del grande Milan © www.giornaledibrescia.it

Alessandro «Billy» Costacurta a Ponte di Legno, premiato durante da «Ponte di Legno Cultura e sentimento», giunto alla quinta edizione, non è più un ospite: ora che ha preso casa in paese, per la precisione a Zoanno, l’ex difensore del Milan si è pure «permesso» di definirsi ormai un dalignese.

La decisione

Una scelta non casuale dopo anni di insistenze da parte dell’amico e collega di Sky Alessandro Bonan, che lo ha intervistato nei giorni scorsi al Panoramico, il locale della famiglia Guerini, ideatrice del premio.

«Alessandro continuava a parlarmi così bene di Ponte – ha esordito -, che alla fine sono salito, pensando che qualcosa di buono dovesse esserci». Da qui la decisione, aiutato anche dall’offerta di altissimo livello dei Guerini. Se per i prossimi mesi gli impegni lo terranno lontano, la permanenza a Ponte dovrebbe iniziare in inverno.

Il racconto

Molti aneddoti e oltre un centinaio di persone. Era presente anche Carlo Mazzoleni, giovane campione di scialpinismo nato e cresciuto a Ponte.

«Qui ho visto che qualcosa di buono c’è, ma sono un neofita, devo ancora scoprire Ponte», ha ammesso Costacurta confessando che è più la moglie Martina Colombari a trascinarlo. «Lei corre, io faccio fatica a starle dietro. Ha un’energia che vuole condividere con tutti e io ho bisogno di essere trascinato».

Da qui il dialogo si è allargato allo sport di ieri e di oggi: Costacurta è tornato agli anni del grande Milan, a Sacchi, Berlusconi e Galliani, anche grazie alla presenza in sala del figlio Gianluca, ma soprattutto a Franco Baresi, indicato come il modello che più lo ha segnato. «Aveva una ferocia nell’etica del lavoro pazzesca - ha detto -. I grandi non hanno paura di condividere quel che sanno per far crescere gli altri».

Corrado Tomasi, presidente della Comunità montana, ha svelato il segreto del successo di Ponte di Legno: «Abbiamo capito che unendoci avremmo avuto risultati migliori – ha assicurato - e da vent’anni abbiamo una visione d’insieme. E poi serve molto la continuità amministrativa».

Per dimostrare quanto affermato, c’è un lungo elenco di opere: le terme, l’ampliamento del demanio, l’interramento della statale, il nuovo impianto in Valbione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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