Cronaca

Bando medie opere, la beffa: a Brescia fondi solo per 38 progetti su 289

Hanno ottenuto i finanziamenti dal Ministero dell’Interno soltanto 16 Comuni su 146. Saranno utilizzati per scuole, strade e centri sportivi
Antonio Borrelli

Antonio Borrelli

Giornalista

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Medie opere, finanziati solo 38 progetti bresciani

Ci sono lavori antisismici delle scuole e nuove piste ciclabili, la messa in sicurezza di aree a rischio frane e le vasche di laminazione. Tra interventi ai campi sportivi e alle strade spuntano persino le piazzole di sosta e di ricarica e-bike. C’è un po’ di tutto tra le «medie opere» bresciane che nelle scorse ore hanno avuto il via libera dal Ministero dell’Interno.

Con il decreto firmato lo scorso primo aprile, è stata sciolta la riserva ed è stata messa nero su bianco la distribuzione di quasi 1,4 miliardi di euro per il triennio 2026-2028. Risorse assegnate a 1.475 progetti presentati dai Comuni di tutta Italia. Trentotto di questi sono stati richiesti da 16 Comuni bresciani.

Tra gli interventi previsti quelli agli edifici scolastici
Tra gli interventi previsti quelli agli edifici scolastici

Spicca Montichiari, che ottiene l’ok a tutti i nove interventi programmati: 400mila euro per la messa in sicurezza stradale di viale Europa, 1 milione e 600mila euro per la messa in sicurezza e l’efficientamento energetico della scuola primaria Novagli, 650mila euro per la primaria Vighizzolo, 320mila per la primaria Borgosotto e 350mila per la primaria Alberti, 200mila euro per la scuola dell’infanzia Marcolini e 230mila per la Pascoli, infine 70mila euro per la palestra della scuola di via Pellegrino.

Per l’emergenza

A Tavernole sul Mella i quattro progetti finanziati dal bando nazionale raccontano l’emergenza di un intero territorio. Così 300mila euro serviranno per mettere in sicurezza dal rischio idraulico del torrente Marmentina alcune strutture e infrastrutture comunali nei pressi di via Fucine, mentre 600mila verranno investiti per mettere in sicurezza dal rischio idrogeologico il versante montano della strada comunale di collegamento alla frazione di Pezzoro - località Pontogna e Forcellino da una parte e il capoluogo e la frazione di Cimmo dall’altra. Infine 100mila euro serviranno per adeguare e proteggere la pista ciclopedonale in località Predafallo.

A Berzo Demo, invece, il ministero finanzierà ben tre progetti: 400mila euro per l’adeguamento sismico, strutturale ed energetico dell’edificio comunale in piazza Santa Annunciata, 90mila euro per la riqualificazione di piazza Sant’Eusebio e 510mila euro per opere di riduzione del rischio idrogeologico del versante a monte della località Saletto della Ss42.

Ma i due progetti economicamente più pesanti sono la manutenzione straordinaria della scuola secondaria di primo grado di Calvisano (2 milioni e 100mila euro) e la realizzazione della nuova pista ciclabile di collegamento tra Verolanuova e Ospitaletto (due milioni e mezzo).

Promossi e bocciati

Nella lista dei promossi ci sono anche Adro, Bovegno, Brione, Cerveno, Mazzano, Ospitaletto, Paitone, Piancogno, Pian Camuno, Rudiano, San Gervasio Bresciano. Insieme portano a casa oltre 22 milioni e 400mila euro.

In programma lavori sulle strade
In programma lavori sulle strade

Oltre duecentocinquanta progetti bresciani restano però fuori dalla graduatoria degli ammessi, a sancire una proporzione che nel bando appartiene a molte altre zone del Nord Italia. Per l’esattezza sono 251 le istanze trasmesse da 146 Comuni bresciani che sono state respinte dal ministero. Soltanto il 13% dei progetti è stato dunque approvato in provincia e a beneficiarne è meno del 10% di tutti gli enti locali che speravano in un finanziamento.

Polemiche sui criteri

Ecco perché quella delle opere medie è ben presto diventata una graduatoria delle polemiche, soprattutto al Nord. Mario Conte, presidente di Anci Veneto, ha fortemente criticato i risultati aggiungendo: «Riconosciamo la necessità di supportare i Comuni in difficoltà ma esistono già strumenti come il Fondo di solidarietà nazionale per queste situazioni, mentre sarebbe bene evitare di erodere le risorse del riparto Opere Medie e si tenga conto del fatto che questo strumento finanziario è vitale per tutti i Comuni italiani. Mi auguro dunque che il ministero competente possa introdurre correttivi».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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