Le banche occulte cinesi fanno volare (e sparire) il contante

Il più delle volte i soldi che arrivano nelle casse di queste realtà sono il provento di traffici di droga e dello sfruttamento della prostituzione
Denaro contante - Foto © www.giornaledibrescia.it
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«Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?». Se lo chiedeva Nanni Moretti in «Ecce Bombo». Con riferimento alle rimesse dirette dei cittadini cinesi, la risposta è chiara: la loro assenza si fa notare tantissimo. Interroga gli analisti, l’Agenzia delle Entrate, gli uomini della Guardia di Finanza.

Dove vanno i guadagni dei cinesi? Alla domanda non c’è una risposta univoca. Sicuramente finiscono anche nelle banche italiane, sicuramente prenderanno la via dell’Oriente grazie ai tradizionali money transfer, di sicuro però sono anche rimpatriati attraverso banche occulte cinesi, un fenomeno che, a giudicare dalle recenti indagini delle Fiamme Gialle, anche a Brescia, è sempre più diffuso.

Nell’ultimo quinquennio della loro presenza gli inquirenti si sono accorti in più di una occasione, indagando in particolare sulle frodi carosello, ma anche sul traffico internazionale di stupefacente. Di solito entrano in gioco quando c’è bisogno di contante o di ripulirlo. Il primo caso ricorre quando chi emette una fattura per operazione inesistente, e ne incassa l’importo versato attraverso un bonifico ordinario, ha la necessità di retrocedere l’importo decurtato della propria commissione a chi la fattura l’ha pagata.

Un tempo la cartiera prelevava il denaro contante (prima in Italia e solo più recentemente all’estero) e lo consegnava al cliente che aveva saldata la fattura. Questa operazione oggi è sempre più appannaggio della banca occulta cinese, che dopo aver ricevuto dall’emittente un bonifico tracciato su conti esteri, da questi poi dirottati verso banche cinesi, provvede a restituire il denaro a chi quella stessa fattura ha pagato e annotato.

Alle banche occulte cinesi il contante - spiegano gli inquirenti - non arriva certo da circuiti virtuosi. Ma il più delle volte è il provento di traffici di droga e dello sfruttamento della prostituzione. A versarlo nelle loro casseforti è generalmente chi non si fa pagare prodotti e servizi con metodi tracciabili ed ha la necessità di ripulirlo per rimetterlo in circolo.

La banca occulta se lo fa consegnare, trattiene il suo interesse (che oscilla tra il 2 e il 9%) e bonifica il netto su conti di ogni angolo del mondo indicati da chi deposita. Gestite dallo stesso operatore capita così che le banconote che alimentano il circuito delle fatture false siano passate per le mani di criminali che hanno costruito il loro impero sul narcotraffico o sulla prostituzione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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