Cronaca

Banca cinese occulta nel Bresciano, quattro fermi e sequestro milionario

Complessivamente le somme veicolate all’estero sarebbero superiori a 40 milioni di euro. Guardia di Finanza in due appartamenti e un minimarket orientale
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

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Banche occulte: l'operazione della Guardia di Finanza

Una banca cinese occulta con base in provincia di Brescia, usata per trasferire denaro all’estero, alimentare un circuito di fatture false e restituire contanti a imprese clienti dietro il pagamento di una commissione.

È il presunto sistema scoperto dalla Guardia di Finanza di Rovato e sfociata in quattro fermi nei confronti di persone di origine cinese accusati a vario titolo di autoriciclaggio e frode fiscale. Il gruppo, a cui viene contestata l’associazione a delinquere, sarebbe composto da nove persone: due italiani e sette cinesi.  Durante le perquisizioni sono anche stati trovati 70 mila euro in contanti.

Maxi sequestro

Contestualmente ai quatttro fermi, la Procura ha disposto un sequestro preventivo d’urgenza per oltre 45 milioni di euro. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’organizzazione avrebbe operato attraverso 24 società cartiere, gestite da un ufficio anonimo in città, emettendo fatture per operazioni inesistenti per oltre 78 milioni di euro. Le somme venivano poi trasferite all’estero – prevalentemente verso la Cina, talvolta con triangolazioni in altri Paesi europei – e successivamente restituite in contanti ai clienti, al netto di una commissione media del 5%. 

Non solo a Brescia

La provvista in contanti sarebbe stata raccolta da cinesi residenti in Italia che avevano necessità di inviare denaro in Cina. I cosiddetti «spalloni» avrebbero ritirato quotidianamente ingenti somme presso esercizi commerciali cinesi – tra empori, minimarket, negozi di elettronica e attività di servizi alla persona – non solo a Brescia, ma anche nel Nord-Est e in Emilia-Romagna. Il denaro sarebbe poi confluito in tre hub individuati nel Bresciano: due appartamenti e un minimarket.

Nel corso dei controlli effettuati sui corrieri del contante e sui clienti dell’organizzazione, le Fiamme Gialle hanno già sequestrato oltre 220mila euro. Complessivamente, le somme veicolate all’estero sarebbero superiori a 40 milioni di euro.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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