Mancanza di neve invernale e scarse piogge negli ultimi mesi. Sono questi i due principali ingredienti che stanno pesando sullo stato di salute dei bacini idrici, sia nel Bresciano sia nel resto del Nord Italia. Dati forniti da Terna indicano, in quest’ultimo territorio, una percentuale di riempimento dei bacini del 33,9% a fine luglio, a fronte del 50,8% registrato nello stesso periodo dello scorso anno. Questo dato non è particolarmente strano se si osserva l’andamento delle precipitazioni negli scorsi mesi.
Sulla provincia di Brescia, dati della Fondazione CIMA elaborati dal Sole 24 Ore indicano appena 121,5 millimetri (in equivalente acqua) di neve accumulata nel periodo gennaio-luglio, a fronte di 330,1 millimetri registrati negli stessi mesi del 2025. Non va meglio per quanto riguarda le precipitazioni piovose: nei primi sette mesi dell’anno sono caduti sulla provincia 572,85 millimetri di pioggia, in calo di oltre il 48% rispetto ai 1152,3 millimetri registrati lo scorso anno.
La situazione appare però in miglioramento grazie alle piogge dei giorni scorsi. La percentuale di riempimento media dei bacini idroelettrici nel bresciano è infatti cresciuta dal 28,2% di fine luglio al 41% registrato il 25 agosto. «Le piogge che sono cadute dal 20 agosto fino ad oggi hanno anche causato disagi – commenta Massimo Sertori, assessore regionale con delega all’Utilizzo della risorsa idrica – ma hanno comunque fornito un grosso contributo per riequilibrare parte del deficit di risorsa idrica che si era creato, soprattutto nei primi quindici giorni di agosto». Ora l’attenzione degli addetti ai lavori è rivolta alle precipitazioni del prossimo autunno e inverno, poiché saranno fondamentali nel determinare il livello dei bacini montani in vista della prossima stagione estiva.


