Avrebbe dovuto trovarsi in carcere per scontare una pena di 1 anno e 2 mesi di reclusione, e invece se ne andava in giro come se nulla fosse: gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato una donna bresciana di 43 anni già nota alle Forze dell’ordine.
Il fatto
Nei giorni scorsi, un addetto alla vigilanza di una banca di via Cefalonia, in città, aveva riferito di due persone che si aggiravano con fare sospetto nel parcheggio dell’Istituto. Quando sul posto sono intervenuti gli agenti la donna e l’amico che era con lei, un 33enne tunisino senza fissa dimora, non avevano alcun tipo di documento e sono stati portati in Questura per dei controlli. Qui l’uomo è andato in escandescenze, aggredendo e ferendo alcuni agenti. Per fermarlo è stato necessario estrarre il taser.
Identificazione della donna
Allo stesso tempo la donna è stata sottoposta a identificazione e a seguito del controllo sulla Banca Dati del Ministero dell’interno, è risultata destinataria di un Ordine di Carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Como per complessivi 1 anno e 2 mesi di reclusione comminati quale conseguenza dei numerosi reati commessi. Al termine delle procedure di identificazione, è stata condotta in carcere a Verziano per la conseguente espiazione della condanna.
L’espulsione del tunisino
Dopo essere stato arrestato per resistenza e lesioni a Pubblico ufficiale, nei confronti del 33enne il questore di Brescia Paolo Sartori ha emesso nei suoi confronti un decreto di accompagnamento e trattenimento al Centro di Permanenza per i Rimpatri (Cpr) di Bari, dove è stato immediatamente scortato dagli agenti dell’Ufficio Immigrazione in modo tale da consentirne l’imbarco su un volo diretto a Tunisi in esecuzione della espulsione dal Territorio Nazionale.



