Cronaca

Autovelox a rischio stop negli enti locali, si aspetta il via per caricare i dati

Entro settembre sarà operativa sul sito del Ministero l’applicazione grazie alla quale si dovranno indicare conformità, marca e modello dei dispositivi attivi. Se i tempi non saranno rispettati si procederà allo spegnimento
Sulla strada un autovelox - © www.giornaledibrescia.it
Sulla strada un autovelox - © www.giornaledibrescia.it
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Entro settembre sarà operativa, sul sito istituzionale del Ministero delle infrastrutture, un’applicazione a servizio degli enti locali, che avranno due mesi di tempo per inserire tutti i dati degli autovelox. Se non saranno rispettati i tempi, gli stessi autovelox dovranno essere spenti.

Dovranno indicare per ciascun dispositivo la conformità, la marca e il modello. Il Mit interviene dopo l’allarme lanciato dal Codacons che ipotizzava lo stop a tutti gli apparecchi in mancanza di un decreto attuativo.

La nota

Il Ministero non fornisce dettagli sul testo, ma nel frattempo la piattaforma non è ancora utilizzabile. Il decreto diventerà efficace solo quando un successivo provvedimento del direttore generale della Motorizzazione indicherà la data di avvio, da cui scatteranno i 60 giorni per caricare le informazioni. Intanto spiega: «per il dicastero di Matteo Salvini si tratta di una straordinaria operazione verità, anche alla luce della totale mancanza di mappature precise degli autovelox».

L’obiettivo «è garantire esclusivamente l’efficacia dei dispositivi che aumentano la sicurezza stradale. Non saranno tollerati i dispositivi fuori norma o utili più a fare cassa che a prevenire comportamenti scorretti alla guida».

Tutti gli autovelox installati lungo le strade italiane «potrebbero quindi essere spenti», afferma il Codacons, che richiama quanto previsto dal decreto Infrastrutture ed evidenzia «una situazione paradossale venutasi a determinare a causa di ritardi, leggi macchinose e inutili complicazioni burocratiche. Il decreto, che come noto era finalizzato a garantire maggiore trasparenza circa l’utilizzo degli apparecchi di rilevazione automatica della velocità, stabilisce l’obbligo in capo a Comuni, Province e Regioni, di censire e comunicare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tutti i dispositivi autovelox presenti sui rispettivi territori, per la pubblicazione nell’apposita sezione del portale telematico istituzionale dello stesso Ministero. - spiega il Codacons - Gli enti locali devono comunicare non solo la localizzazione e i dati tecnici di ogni apparecchio, ma anche le informazioni relative alla conformità, al modello e all’omologazione.

La validità

Una comunicazione che, stando al decreto, «è condizione necessaria ai fini del legittimo utilizzo delle apparecchiature». In altre parole, i Comuni che non forniranno i dati non potranno più utilizzare gli autovelox sul proprio territorio. E qui si registra il cortocircuito: gli enti locali infatti pur volendo, non possano ad oggi adempiere a tale obbligo: il Mit ha pubblicato il decreto direttoriale ma la piattaforma non è ancora utilizzabile perché lo sarà dopo un successivo provvedimento del direttore generale della Motorizzazione che indicherà la data di avvio, da cui scatteranno i 60 giorni per caricare le informazioni. Da allora il modulo digitale, indispensabile per comunicare i dati richiesti, sarà fruibile.

Il Ministero in effetti aveva tempo fino al 19 agosto per varare il decreto attuativo, cosa che ha fatto, essendo la legge entrata in vigore un mese prima, lo scorso 20 luglio. A partire quindi dalla pubblicazione del modulo digitale, gli enti locali avranno poi due mesi di tempo per comunicare al Mit i dati sugli autovelox e chi non lo farà non potrà più utilizzare gli apparecchi di rilevamento della velocità. «Una situazione assurda e paradossale perché in assenza del modulo digitale dal 18 ottobre tutti gli autovelox installati in Italia, indipendentemente dall’omologazione, dovranno essere disattivati, per volere dello stesso Ministero», attacca il Codacons.

«Situazione ancor più grave se si considera che il caos autovelox dura oramai da 16 mesi, da quando cioè la Cassazione ad aprile 2024 ha stabilito la nullità delle multe elevate dagli apparecchi approvati ma non omologati», ricorda l'associazione. Un caos che investe anche le strade della ripresa del lavoro dopo le ferie.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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