Corse a rischio sulla rete extraurbana e sindacati sul piede di guerra. Arriva ha avvisato i viaggiatori che «alcune corse della rete di trasporto extraurbano del bacino di Brescia potrebbero subire cancellazioni» a causa della «temporanea indisponibilità di parte del personale viaggiante». Un avviso, pubblicato online alcuni giorni fa, che ha provocato la dura reazione di sindacati. Faisa-Cisal, ad esempio, ha affidato la replica a un volantino dal messaggio chiaro: «Se il servizio salta non è colpa dei conducenti». Le eventuali cancellazioni sarebbero da ricondurre «all’incapacità aziendale di programmare le risorse, assumere organico sufficiente e gestire i turni in modo efficiente».
La lettera
L’avviso di Arriva, dicevamo, risale alla scorsa settimana. Quando l’hanno letto, i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Ugl Fna e Faisa-Cisal hanno inviato all’azienda una lettera in cui evidenziano che «la responsabilità di garantire un organico adeguato al servizio programmato non può essere confusa con la responsabilità individuale dei lavoratori chiamati a svolgere quel servizio». Nel dettaglio «gli autisti non possono diventare il parafulmine delle criticità aziendali, soprattutto quando sono proprio loro, attraverso disponibilità, flessibilità e maggiori carichi di lavoro, a contribuire quotidianamente a limitarne le conseguenze sull’utenza». Da qui la richiesta di rettificare la comunicazione e di adottare formule rispettose della professionalità e della dignità dei lavoratori nei futuri avvisi».
Il volantino
Faisa-Cisal ha reso pubblica la questione diffondendo il volantino in cui sostiene che «attribuire i tagli e le cancellazioni delle corse alla “temporanea indisponibilità del personale” è una comoda scusa aziendale per coprire un’incapacità organizzativa strutturale. Malattie, turni e assenze non sono eventi imprevisti o eccezionali: si chiamano pianificazione aziendale e gestione del personale. La realtà è che il trasporto pubblico su Brescia e provincia regge ormai solo sulle spalle di autisti oppressi da turni ben oltre i limiti di legge (8 ore di lavoro, legge 138/1958), dove lo straordinario è diventato ordinario e obbligatorio. Sui lavoratori si caricano medie straordinarie che calpestano il Testo unico 2018, pretendendo di coprire la carenza d’organico prosciugando le forze di chi guida».
E ancora: «Ridurre l’organico all’osso e pretendere di coprire il servizio con il continuo ricorso all’eccedenza oraria non è solo una scelta gestionale fallimentare, ma un rischio grave per la sicurezza e la salute dei lavoratori: i conducenti trasportano vite umane, e la stanchezza derivante dal sovra-lavoro mina direttamente la sicurezza dei viaggiatori e dei lavoratori stessi». Un nuovo avviso in cui si annunciano soppressioni è stato pubblicato ieri. Non si fa riferimento al personale. Ma a «temporanee difficoltà operative».



