Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) hanno completato un’ulteriore serie di attacchi contro l’Iran «al fine di indebolire ulteriormente la capacità dell’Iran di attaccare navi mercantili e marinai civili innocenti nello Stretto di Hormuz».
Circa 90 obiettivi
Le forze statunitensi hanno colpito circa 90 obiettivi militari iraniani, tra cui sistemi di difesa aerea, infrastrutture di sorveglianza costiera, depositi di missili e droni, capacità navali e infrastrutture logistiche militari lungo la costa iraniana.
NEW: Smoke rises from an Iranian port after the U.S. launched a new wave of strikes on targets inside Iran.
— Fox News (@FoxNews) July 8, 2026
The strikes come after U.S. Central Command said it targeted Iran in response to attacks on commercial vessels transiting the Strait of Hormuz.
President Trump warned on… pic.twitter.com/bimlabAXvl
Gli ultimi attacchi fanno seguito alle offensive condotte in Iran la notte precedente quando sono stati colpiti circa 80 obiettivi militari, «per infliggere pesanti sanzioni all’Iran per aver violato il cessate il fuoco attaccando tre navi mercantili che navigavano nello Stretto di Hormuz».
La reazione
Anche questa volta non si è fatta attendere la reazione da parte delle Guardie Rivoluzionarie, che hanno rilasciato una dichiarazione in cui annunciavano: «In un’operazione congiunta con missili e droni, le forze navali e aerospaziali hanno dichiarato di avere distrutto le infrastrutture e le strutture di due basi americane ad Arifjan e Ali al-Salem in Kuwait, e a Juffair e Sheikh Isa in Bahrein».
«Se l’aggressione si ripeterà, la nostra risposta schiacciante si estenderà ad altre basi americane nella regione», hanno assicurato.


