L’iter per la costituzione dell’Ato della Vallecamonica compie un altro passo decisivo: tutti i 40 Comuni del territorio camuno hanno approvato, nei rispettivi Consigli comunali, la delibera di adesione al nuovo Ambito territoriale ottimale per la gestione del servizio idrico integrato.
Un risultato politico e amministrativo raggiunto con un consenso quasi unanime: solo pochissimi consiglieri si sono infatti astenuti durante le votazioni. La Comunità montana ha ora raccolto tutti i 40 documenti e li ha trasmessi in Regione, che ora dovrà esprimersi attraverso una deliberazione di Giunta, sentita Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente. La normativa prevede un termine di 90 giorni per il pronunciamento.
Passaggio chiave
Si tratta di un passaggio fondamentale nel lungo percorso che dovrebbe portare la Valcamonica a dotarsi di un proprio Ato autonomo, separato dal sistema provinciale. La strada è stata aperta due anni e mezzo fa, con la legge regionale 4 del 2023, che ha introdotto la possibilità per la Comunità montana di istituire un proprio Ufficio d’ambito.
Un risultato che arriva dopo anni di battaglie e dopo lo studio affidato al Politecnico di Milano sul piano economico-finanziario del futuro Ambito camuno, che ha evidenziato la sostenibilità del nuovo sistema e tariffe competitive rispetto a quelle del bacino di Acque bresciane.
Una nuova fase delicata
L’approvazione unanime dei quaranta Consigli comunali rappresenta quindi un punto a favore per la Valcamonica, anche perché il percorso non era scontato: dodici Comuni hanno infatti attualmente affidato il servizio ad Acque bresciane fino al 2045 e avevano chiesto garanzie sui futuri investimenti e sulle modalità di eventuale ingresso nel nuovo sistema. Per questo, nel corso dell’ultimo mese, è stato necessario un nuovo confronto e l’inserimento di clausole di salvaguardia per i dodici.
Una volta arrivato il via libera della Regione, il percorso entrerà in una nuova fase delicata. Sarà infatti necessario istituire il consiglio di amministrazione della nuova realtà, costituire l’Ufficio d’ambito e affrontare tutti i passaggi amministrativi e organizzativi successivi. Solo in un secondo momento si arriverà alla definizione delle modalità di affidamento della gestione del servizio idrico integrato.



