Per qualcuno è una voce importante del bilancio. Per altri meno. Ma quasi tutti i medici, di qualunque tipo di servizio, scelgono comunque di tutelarsi contro le cause per responsabilità medica, spesso con polizze ulteriori rispetto a quelle fornite dalle strutture in cui lavorano. E le cifre, per alcuni specialisti, sono di diverse migliaia di euro ogni anno.
Per capire come si muovono i professionisti bresciani sono utili le testimonianze di alcuni camici bianchi che lavorano in situazioni diverse.
Dalla Valtrompia
Un medico di base della Valtrompia ha spiegato di avere, nella convenzione con l’Ats, una assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile ma «che spesso non copre tante delle attività che facciamo e quindi dobbiamo integrare privatamente, ovviamente solo per le cause in sede civile. In medicina generale c’è un rapporto fiduciario con i pazienti ed è meno probabile che ci siano contenziosi». Il medico però guarda anche avanti: «Con l’evoluzione delle diagnostica anche in medicina generale sarebbe opportuno che ci fossero delle polizze calmierate che ci permettano di erogare servizi aggiuntivi al cittadino ma senza avere premi assicurativi che ci limitino».
Sul Garda
Un oculista del Garda, che ha una propria clinica, ha raccontato di «avere una prima assicurazione obbligatoria per la struttura che in caso di errore risarcisce il paziente e poi si rivale sul medico. Il medico, io e i miei colleghi, abbiamo una assicurazione personale. La più grande compagnia al mondo specializzata nel settore sanitario, ha stipulato convenzioni con le varie specialità, (nel mio caso la società oftalmologica italiana)». Tutti dipende da quali prestazioni un medico offre. L’oculista racconta che «in casi come il mio i costi sono di circa 5mila euro all’anno per il medico, mentre per la struttura è prevista una percentuale, tra l’1 e il 3% del fatturato».
Tra le categorie che hanno rischi più alti ci sono ginecologi, neonatologi e pediatri che, occupandosi di pazienti giovanissimi con aspettative di vita lunghe, sono quelli che hanno i premi più pesanti. Un ginecologo che lavora in città, sia in ospedale che privatamente, ha precisato di «lavorare solo con studi che mi offrono una copertura assicurativa completa. In ogni caso per la colpa grave mi tutelo a parte perchè l’ospedale potrebbe comunque rivalersi sul medico. Ad un ginecologo che lavora in sala parto ed effettua pratiche di procreazione medicalmente assistita possono chiedere fino a 10mila euro all’anno».




