Un’assoluzione e una condanna ad un anno e sei mesi, praticamente già scontata. Questo l’esito del processo a carico dei due giovani di origini pakistane in carcere dal dicembre del 2023 con l’accusa di apologia di reato di associazione per delinquere con finalità di terrorismo per aver messo like ad alcuni post sui social o averli ritwittati.
Per i due, detenuti nel carcere di Rosarno da allora, la pm Erica Battaglia aveva chiesto condanne rispettivamente a 4 e a 5 anni ed un mese. I due erano stati prelevati nelle loro abitazioni in via Milano in città, dagli uomini della Digos.
Gli inquirenti contestavano loro la condivisione di scritti inneggianti la Jihad, lo Stato Islamico, ma pure la promozione di campagne d’odio razziale soprattutto contro gli ebrei, le donne e la comunità Lgbt. Accuse pressoché azzerate dalla sentenza.



