«Aree interne moltiplicate dalla Regione: sono rimaste solo briciole»

Un tesoretto che, in valore assoluto, è una cifra dignitosa: quattordici milioni e mezzo di euro. Ma che, divisi tra i tanti comuni della Valcamonica, fa «poco più che un dolcetto». Alle Amministrazioni locali camune che hanno partecipato al bando delle Aree interne arriveranno circa 360mila euro ciascuna: meglio che nulla, direbbe qualcuno, ma di certo affatto sufficienti per «uscire dalla situazione di marginalità in cui versa il comune», ossia il vero obiettivo delle Aree interne.
I fondi dovrebbero essere assegnati, in Valcamonica, a 32 municipi: dai quaranta che appartengono alla Comunità montana vanno sottratti i cinque che già portano a casa i fondi Odi per i Comuni confinati col Trentino e altri tre, che non avrebbero adeguato i progetti alle indicazioni delle Aree interne, ovvero Cividate, Cedegolo ed Esine (che verranno però compensati dall’ente comprensoriale).
«Aree moltiplicate»
«L’obiettivo della misura non sfiora neppure lontanamente i risultati che si propone di raggiungere – commenta il presidente della Comunità montana Corrado Tomasi –, per l’insufficienza assoluta di risorse, dovuta al fatto che la Regione ha deciso di moltiplicare le Aree interne rispetto a quelle poche, circa 5-6, Valcamonica inclusa, decise in sede governativa. Avevamo anche fatto un ricorso, ma non è andato. Una misura così fatta, per accontentare tutti e non veramente le aree a grande marginalità, serve a poco, sono briciole. Al momento le risorse non sono arrivate».
I progetti
In tutto in Valcamonica sono stati presentati 29 progetti comunali, ai quali si aggiungono due interventi comprensoriali d’area, ovvero la costituzione di un centro di coordinamento-ufficio bandi di respiro europeo in Comunità montana, per la gestione degli interventi, e uno sul sostegno alle botteghe di comunità nelle zone a fallimento di mercato. Più altri due progetti, C6 Vallecamonica dedicato alle generazioni future e quello per i trasporti solidali per le fasce meno abbienti, con pulmini elettrici.
Tra i progetti, c’è ad esempio quello dei Comuni di Vione e Temù per il recupero delle zone un tempo coltivate e oggi con avanzamento del bosco a causa dell’abbandono agricolo, per la tutela dal dissesto idrogeologico. Altri dieci della strategia per le aree interne camuna, con circa 3,5 milioni di risorse, prevedono interventi di efficientamento energetico e riqualificazione di edifici pubblici dismessi o sottoutilizzati in media Valle, per contrastare lo spopolamento, rafforzare i servizi e promuovere la sostenibilità.
Altri sei, per due milioni e mezzo, vedono lavori di efficientamento energetico, più altri tre sulla biodiversità e due sulla riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico. Un progetto lavora sul patrimonio naturale ed ecoturismo per 1,25 milioni nei comuni di Sellero, Bienno e Paspardo, per costruire un sistema di ecoturismo diffuso e decongestionare i flussi dell’alta Valle.
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