Nell’antico acquedotto di Concesio un robot contro le infiltrazioni

Barbara Fenotti
Un intervento fondamentale per riportare serenità agli abitanti di Cavezzane, tormentati da questo problema
L'antico acquedotto romano - © www.giornaledibrescia.it
L'antico acquedotto romano - © www.giornaledibrescia.it
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C’è voluta una tecnologia sofisticata del presente per «curare» un’eredità del passato e restituire serenità ai residenti di località Cavezzane. Un binomio vincente, quello tra robotica di ultima generazione e tutela archeologica, che ha permesso di risolvere l’annosa e complessa criticità che affliggeva gli abitanti di questa porzione di Concesio, tormentati da infiltrazioni d’acqua che interessavano cantine, garage e fondamenta delle abitazioni.

Il colpevole era il canale Celato, l’antico acquedotto di epoca romana che ancora oggi pulsa nel sottosuolo a sud di Concesio per scopi irrigui, trasformandosi, però, da risorsa a minaccia a causa di pesanti ostruzioni che i metodi di pulizia tradizionali non potevano in alcun modo scalfire.

L’intervento

Il cantiere, delicatissimo per natura e coordinato dalla Comunità montana, ha dovuto far convivere esigenze diametralmente opposte: la sicurezza degli operatori e la salvaguardia storica del manufatto. Poiché la distanza tra le aperture sulla superficie era eccessiva per consentire interventi manuali in condizioni di sicurezza, la svolta è arrivata dall’impiego di un robot esploratore di ultima generazione, capace di addentrarsi nei meandri del condotto per rimuovere sedimenti stratificati e radici infestanti.

L’operazione ha richiesto un lungo iter amministrativo, culminato nell’autorizzazione della Soprintendenza per la creazione di un nuovo accesso su un’area privata, passaggio fondamentale per permettere alla macchina di operare con efficacia.

Il secondo problema

L’intervento, che ha comportato per il Comune di Concesio un investimento di circa 98mila euro, ha portato alla luce anche l’altra faccia del problema: durante le ispezioni video sono stati individuati alcuni scarichi non autorizzati all’interno del canale, che verranno rimossi nelle prossime fasi di pulizia. «Ci sono voluti impegno, pazienza e un confronto costante tra enti per raggiungere un risultato che non era affatto scontato» sottolinea con soddisfazione l’assessora alle Politiche ambientali, Paola Pedrali.

A Costorio

Mentre i lavori a Cavezzane si avviano alla conclusione con il ripristino conservativo delle coperture, l’Amministrazione comunale guarda già oltre: l’aggiudicazione del bando regionale Dissesti permetterà infatti di avviare nei prossimi mesi un nuovo intervento sul torrente Valpiana di Costorio.

«Questo risultato dimostra che anche di fronte a vincoli burocratici e strutturali complessi si possono ottenere risposte concrete per il territorio» conclude Pedrali.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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