Vivevano insieme, lavoravano insieme. E sabato pomeriggio, insieme e con diversi colleghi di lavoro, erano andati in riva all’Oglio per godersi una giornata di relax. Nicholas si è trovato in difficoltà in acqua, Cristi Vede si è tuffato per aiutarlo ma non è più riemerso e il suo corpo, ormai senza vita, è stato ripescato diversi minuti più tardi. È morto a 27 anni in un pomeriggio che doveva essere di svago e di tranquillità.
Il giorno dopo Nicholas è ancora molto scosso. Parla poco l’italiano e fatica a mettere in fila i pensieri. È con alcuni familiari nell’appartamento in cui vive da qualche mese alla Rotonda Montiglio, quartiere Pendolina in città. Sul campanello ci sono i nomi dei due fratelli, scritti con la biro in attesa di far fare la targhetta stampata.

«Cristi viveva in Italia da cinque anni, facciamo gli elettricisti, lavoriamo insieme –, racconta con gli occhi lucidi – da poco abbiamo questa casa. Ieri (sabato, ndr) siamo andati al fiume con gli altri ragazzi che lavorano con noi. Era stata una bella giornata, abbiamo mangiato e abbiamo scherzato, poi abbiamo fatto il bagno». Il racconto non prosegue, è rotto dalle lacrime.
Quello che è successo dopo è nelle relazioni di servizio dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco, per il ragazzo, nonostante i tentativi di rianimazione, non c’è stato nulla da fare.
La salma è all’obitorio del Civile, sarà esposta probabilmente da oggi e la famiglia deciderà nelle prossime ore come e dove organizzare il funerale.




