Cronaca

Anastasis, raccolta fondi per offrire supporto e aiuto

L’associazione prosegue nel proprio obiettivo con una grande raccolta fondi supportata da Bcc Basso Sebino
All’evento di aprile hanno partecipato in centinaia
All’evento di aprile hanno partecipato in centinaia

Lo scorso 26 aprile la camminata benefica organizzata ad Adro per aiutare i malati di cancro e i loro familiari ha avuto uno straordinario successo, con la partecipazione di circa 900 persone. Ma l’associazione Anastasis, nata nel 2006 per volontà di tre donne unite dall’amicizia e dalla personale esperienza di malattia, prosegue nel proprio obiettivo con una grande raccolta fondi supportata da Bcc Basso Sebino.

Raccolta fondi

Si chiama «E se un giorno all’improvviso…» il progetto che ha l’ambizione di assistere 10 persone in più, offrendo loro sostegno psiconcologico e sedute di fisioterapia. La raccolta fondi, che si è posta l’obiettivo di raggiungere 5.000 euro per poter attivare il progetto, è già arrivata a circa il 50% di fondi raccolti su questo sito web. E c’è tempo fino all’8 giugno per contribuire.

Il progetto

Il progetto partirà a settembre, dopo aver individuato tra quelle segnalate dai medici di base e quelle che si rivolgeranno direttamente all’Associazione, le 10 persone destinatarie di 80 ore di sostegno psiconcologico, con colloqui individuali e 20 ore di sedute di fisioterapia e massaggi specifici per il linfedema.

«La cura del tumore va affidata ai medici, loro sono preposti a questo – spiega Anna Rita Piccioli, presidente dell’associazione Anastasis –; quello che noi personalmente possiamo fare è attivare tutte quelle preziose risorse per non subire passivamente questo evento, ma per trasformarlo in una opportunità, per riconsiderare il senso della vita, per rivalutare i nostri bisogni e le nostre priorità. Con la consapevolezza che questo diventerà un fondamentale contributo al processo di cura e guarigione e, in ogni caso, ad una migliore qualità di vita». D’altronde lo stesso nome Anastasis non è stato scelto a caso, ma è una parola greca che significa «risorgere dal buio, ritornare alla luce». E l’associazione con sede ad Adro, in 20 anni di attività, ha offerto sostegno ad oltre 300 persone provenienti dai paesi limitrofi della provincia di Brescia e di Bergamo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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