Alluvioni e tempeste, a Brescia 26,5 milioni di euro per i danni del 2023

Era stata un’estate da dimenticare per molti, con un preventivo dei danni da capogiro. E ora, archiviata l’ultima ricognizione tecnica dei fabbisogni, finalmente Roma ha staccato l’assegno per «curare» i danni lasciati in eredità ai territori dal teorema di alluvioni che ha caratterizzato luglio e agosto 2023. Non un gran periodo per i Comuni, che in molti casi hanno dovuto tirare la cinghia e sborsare milioni di euro non preventivati per scuole, strade, palestre, uffici pubblici, frane. Brescia, in particolare era finita (letteralmente) nell’occhio del ciclone.
E, infatti, degli oltre 51,4 milioni di euro (51.444.902 per la precisione) recapitati sul conto corrente della Lombardia dal Ministero dell’Economia e delle finanze, ai comuni della nostra provincia è destinata più della metà dei risarcimenti, ossia 26.504.319,42 euro. Fondi che la Regione si prepara a trasferire ai sindaci e che serviranno, in parte, a coprire interventi ancora in corso (e da ultimare entro il 31 dicembre) e, in parte, a rimborsare progetti già ultimati ma i cui finanziamenti sono stati anticipati dalle Amministrazioni.
Ricognizione
Qualche dato macro su iter e cifre: la notizia è già stata comunicata il 26 giugno ai primi cittadini dei territori coinvolti, che riceveranno i soldi in due tranche (2025 e 2026. Il tesoretto complessivo è destinato a finanziare 119 interventi bresciani in diciannove comuni.
Nell’elenco c’è di tutto: dalla segnaletica stradale ai tetti delle scuole, dalla rimozione dei detriti alla riqualificazione dei centri sportivi, passando per l’illuminazione pubblica e la regimentazione dei torrenti. Breve carrellata di alcuni degli effetti collaterali dell’estate 2023: il vento aveva vinto la sfida con gli alberi di piazza Tebaldo Brusato che, crollando, hanno tranciato i fili della corrente lasciando al buio i residenti. Una frana ha isolato un tratto di Gardesana (tra Malcesine e Torbole), mandando in tilt la circolazione. Coldiretti era esasperata da tempeste di vento, fulmini, nubifragi e grandinate prima a causa del ciclone Poppea, poi a causa di MediCane, un uragano mediterraneo che aveva fatto piombare sulla Lombardia un allerta rossa pressoché costante, provocando danni al raccolto stimati dagli agricoltori in mezzo miliardo.
Quando piove con quella rabbia, non è «solo acqua». È il fiume che si ribella, la collina che cede, le case che tremano. È il paesaggio che smette di riconoscersi. Nel 2023, Brescia ha vissuto a ripetizione «l’altra faccia» dell’estate: quella caratterizzata non dai turisti, ma dai volontari. Una furia, quella della crisi climatica (che si è appunto palesata con grandinate, vento e piogge arroganti), che ha lasciato non poche gatte da pelare (e da gestire) agli amministratori.
Supporto
A rimarcare il valore dell’operazione è l’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione: «Ringraziamo per l’attenzione dimostrata e per aver destinato risorse fondamentali ai comuni lombardi, permettendo loro di realizzare interventi concreti per ripristinare scuole, edifici pubblici e infrastrutture a tutela dal rischio idrogeologico».
Maione ha poi garantito il ruolo operativo della Regione: «Saremo al fianco dei Comuni, garantendo supporto amministrativo e tecnico per assicurare che questi fondi siano utilizzati efficacemente e velocemente. Questo è un passo importante per la tutela e la sicurezza delle nostre comunità locali». Per questo il nullaosta del Ministero della Protezione civile - che ha certificato la ripartizione fondi e aggiornato la ricognizione dei fabbisogni - fa tirare un sospiro di sollievo a molti sindaci.
Perché se alcuni dei danni sono stati riparati subito e in fretta, per altri più gravi - soprattutto nei comuni più piccoli - la «ricostruzione» è stata più impegnativa. Non a caso gli interventi sono ancora in corso: come, ad esempio, a Losine per la realizzazione delle barriere frangicolata per arginare il torrente Poia (480mila euro) o come a Monno, alle prese con il torrente Ogliolo (680mila euro) e Vione, dove per completare l’intervento in Val Paghera sono in arrivo 2.750.000 euro.
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