Nell’Agenda di Brescia 2050 ci saranno 7mila famiglie in più

L’iniziativa di Campus Edilizia e Cresme conferma la forza attrattiva della città
Una famiglia in città © www.giornaledibrescia.it
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Brescia si conferma una città che attrae, cresce e cambia. È emerso con chiarezza durante il convegno promosso da Fondazione Campus Edilizia Brescia in collaborazione con Cresme, nell’ambito dell’Agenda Urbana 2050 del Comune di Brescia. L’incontro ha presentato i primi risultati di un’ampia analisi demografica, economica e abitativa che disegna la traiettoria della città nei prossimi venticinque anni.

Inumeri

Tra il 2019 e il 2023 Brescia è risultata la quarta città capoluogo in Italia per crescita della popolazione, in un Paese segnato da un generale calo demografico. In quei quattro anni, mentre quasi tutti i centri urbani italiani perdevano abitanti, Brescia è cresciuta dell’1%, confermandosi un polo attrattivo non solo per i flussi migratori, ma anche per la sua capacità di generare nuovi nuclei familiari.

Secondo le proiezioni illustrate nel convegno da Lorenzo Bellicini, direttore di Cresme, la città supererà i 205mila residenti nel 2033 e raggiungerà i 208mila nel 2043, con un saldo positivo di diecimila abitanti rispetto al 2023. Ma è il numero delle famiglie a raccontare la trasformazione più profonda: tra il 2013 e il 2023 i nuclei familiari sono aumentati di oltre 7.700 unità (+8,7%), mentre la popolazione è cresciuta solo dell’1%. In altre parole, crescono i nuclei e cambia la loro composizione: più anziani soli, più giovani indipendenti, più single e più famiglie piccole, spesso composte da una o due persone. Trasformazioni che, oltre a modificare la domanda di spazi, stanno ridefinendo il senso stesso dell’abitare urbano.

Lorenzo Bellicini del Cresme - © www.giornaledibrescia.it
Lorenzo Bellicini del Cresme - © www.giornaledibrescia.it

Nei prossimi dieci anni, la crescita prevista è di oltre 7.400 nuove famiglie, pari a una media di 740 ogni anno. Una dinamica che, come ha spiegato Michela Tiboni, assessore alla Rigenerazione Urbana della Loggia, «ci impone di ripensare il modo in cui abitiamo. La formazione di quasi ventimila nuove famiglie nel prossimo decennio e la parallela estinzione di dodicimila nuclei genereranno un fabbisogno netto di oltre settemila abitazioni. È un dato che interroga non solo il mercato immobiliare, ma anche le politiche pubbliche, chiamate a garantire accessibilità, innovazione e qualità urbana».

Un lavoro che si fonda sulla collaborazione tra Comune e Fondazione Campus, come ha ricordato Massimo Angelo Deldossi, presidente della Fondazione: «Il nostro compito è raccogliere e monitorare dati demografici ed economici per costruire una visione fondata su numeri reali. Brescia è una città attrattiva, e questa attrattività va sostenuta con strategie che uniscano crescita economica, coesione sociale e sostenibilità ambientale. Al centro di tutto c’è la persona».

Il convegno - © www.giornaledibrescia.it
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Dai dati emerge che Brescia, rispetto ad altre città italiane, si conferma una secondary city forte e resiliente, capace di trattenere e attrarre popolazione in un contesto globale competitivo. «Il futuro di Brescia – ha spiegato Valerio Barberis, consulente tecnico-scientifico dell’Agenda Urbana –dipende dalla sua capacità di essere sempre più attrattiva, dentro una competizione globale fondata su innovazione e digitalizzazione. Brescia si muove in una realtà già costruita e per questo la programmazione urbana è essenziale».

Una veduta di Brescia - © www.giornaledibrescia.it
Una veduta di Brescia - © www.giornaledibrescia.it

Sul fronte della mobilità, il vicesindaco e assessore Federico Manzoni ha sottolineato come la crescita demografica sia strettamente legata alla qualità dei servizi e delle infrastrutture: «Abbiamo raggiunto il dato di popolazione del 1985 dopo anni di calo. Il 2013, anno dell’apertura della metropolitana, è stato l’anno della svolta, e con il tram Brescia farà un ulteriore passo avanti». «Brescia è una città in movimento – ha concluso Deldossi – ma deve accompagnare questa evoluzione con politiche lungimiranti, capaci di coniugare sviluppo economico, coesione sociale e sostenibilità ambientale. È questa la vera sfida dell’Agenda Urbana 2050».

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